Tramedipensieri

Lo scritto non arrossisce.

.melo in grani

Melo in grani

.mM photo

 

***

Il canto rosso
del frutto rubicondo
dolce visione

.mM

 

*

Auguri a tutti voi di buona primavera pasquale

 

 

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Musica in cammino: Carpe diem

 

***

 

p a o l o    f r e s u
– devil quartet –

 

Drawing, animation and video by Stefano Campus

 

Stessa ora — almerighi

by Stephen Carroll

 

 

Stessa gente, stessi impicci,
non m’importa se non credi
segui la tua strada io vado per la mia.

Ogni giorno, stessa ora, trovo te,
cuore sorprendente e semplicissimo,
ridi mia cara,
il tuo argento vivo
placca ogni durezza, le stesse,
lasciando dentro buon sapore d’infinito,
semplici porticati le cui colonne lievi
nascondono nidi di rondine:
: […]

via Stessa ora — almerighi

GuQin

*

 

GuQin

***

A primavera
versi chiari di luce
sole .cerchiamo

mM

.ciò che desidero

 

Art – Brown Paper Drawings

 

Tutto ciò che desidero
è stare qui

su questa distesa
di sabbia e posidonia

.pensieri
.piedi scalzi
_che si nascondono_

.onde
cantilenanti
la stessa nota

.vento
rufolo avanza
.confuso

.tutto ciò che desidero
è stare

mM

Il coro

 

James Hert

Campo dei fiori

 

 

By Vice su flickr

 

A Roma in Campo dei Fiori
Ceste di olive e limoni,
Spruzzi di vino per terra
E frammenti di fiori.
Rosati frutti di mare
Vengono sparsi sui banchi,
Bracciate d’uva nera
Sulle pesche vellutate.

Proprio qui, su questa piazza
Fu arso Giordano Bruno.
Il boia accese la fiamma
Fra la marmaglia curiosa.
E non appena spenta la fiamma,
Ecco di nuovo piene le taverne.
Ceste di olive e limoni
Sulle teste dei venditori.

Mi ricordai di Campo dei Fiori
A Varsavia presso la giostra,
Una chiara sera d’aprile,
Al suono d’una musica allegra.
Le salve dal muro del ghetto
Soffocava l’allegra melodia
E le coppie si levavano
Alte nel cielo sereno.

Il vento dalle case in fiamme
Portava neri aquiloni,
La gente in corsa sulle giostre
Acchiappava i fiocchi nell’aria.
Gonfiava le gonne alle ragazze
Quel vento dalle case in fiamme,
Rideva allegra la folla
Nella bella domenica di Varsavia.

Qualcuno forse ne trarrà la morale
Che il popolo di Varsavia o Roma
Commercia, si diverte, ama
Indifferente ai roghi dei martiri.
Altri ne trarrà la morale
Sulla fugacità delle cose umane,
Sull’oblio che cresce
Prima che la fiamma si spenga.

Eppure io allora pensavo
Alla solitudine di chi muore.
Al fatto che quando Giordano
Salì sul patibolo
Non trovò nella lingua umana
Neppure un’espressione
Per dire addio all’umanità,
L’umanità che restava.

Rieccoli a tracannare vino
A vendere bianche asterie,
Ceste di olive e limoni
Portavano un gaio brusìo.
Ed egli già distava da loro
Come fossero secoli,
Essi attesero appena
Il suo levarsi nel fuoco.

E questi, morenti, soli,
Già dimenticati dal mondo,
La loro lingua ci è estranea
Come lingua di antico pianeta.
Finché tutto sarà leggenda
E allora dopo molti anni
Su un nuovo Campo dei Fiori
La parola del poeta accenderà la rivolta.

Czesław Miłosz
Varsavia, Pasqua 1943

In.torno

Gagik Hovhannisyan

Gagik Hovhannisyan

***

 

in.tanto
in.torno
 s'adorna una rima
cammina e si posa
 ri.posa
 in luoghi che non
 sai
 non vedi

ri.luce

Sinuosa
 d'ombra .vive

ri.torna


 

 

.mozart heroes

 

*

metallica

*

.calendario poetico

Sara Lando photo

Sara Lando photo

 

Un piccolo paguro zampetta sulla sabbia,
Incurante della perfezione sgrana la battigia.
Avanza con metodica fermezza, fingendo quel coraggio
Che appartiene solo a chi indossa un’armatura.
Vile crostaceo, nulla gli importa se non della sua casa
Che – da piccolo egoista – riempie per intero.
Nessuna solitudine, nessuna nostalgia
Neppure un desiderio trova spazio in quel corno vagante.
Un’onda lo accarezza, e lui, indifferente, si lascia trasportare
Dondolando rannicchiato come un bimbo nella culla
Poi si riprende e piano piano ritorna a zampettare
Nulla ha da perdere, se non la vita
Aggrappata a una conchiglia incustodita
Regalata dal mare.

Dal blog di Grazia Bruschi

*

il cielo sereno è come volato via
al posto suo montagne di panna
che muove riflessi: ci rivediamo
perciò ogni volta diversi. differenti
ma sempre se stessi negli incidenti.
e anche un forse viene in soccorso.

dal blog di Luca Parenti

*

Sbriciolo pochi ricordi tra le dita,
passeri e colombi si gettano voraci:
mangiare non è condividere.
Resta l’essenza, il rosso nastro,
sottile di ciò che non è,
non bisogna dolersi, è la vita,
quella che fa capire che avanti e oltre
son differenti percorsi,
righe di luce e di tenebra,
divenute diffrazioni per palpitare la retina,
di fantasie e realtà.

Piano emergono indizi,
un puzzle si compone in una traccia,
dove scorre la luce.

I ricordi sono merce scomoda,
da maneggiare con l’accuratezza delle rose,
profumo, gambo, colore, smorzando le spine,
e dovrei dire che quel pulviscolo
che ora m’attornia,
è quel ch’è rimasto.

No, non è tutto dovuto.

dal blog di Willyco

*

Mi rinasce in petto adesso una voglia
di ritrovata somiglianza
un guardare al cammino sgombro
una chiara indicazione nella mappa
del mio progetto
ridisegnamo anche qualche sogno, allora
perfettamente leggibile
perfettamente mio.
A guardare in su
a guardare questa incorporea magnificenza

potessi, sublimerei.

il blog di Poetella (Lucia Piombo)

*

non mi chiede nessuno del silenzio
nessuno mi intervista
per sapere
il perché di tanto amore.
d’altra parte a chi interessa
questa mia passione
per l’assenza?

Dal blog di Luciana Riommi

*

Vedo campi di papaveri stupendi.
I’ li adoro e respiro malinconico,
Soffocato dal rosso, tra vilipendi,
E velli di afrore amazzonico…

L’uniforme sulla pelle, che trascendi
Le bretelle su i calzoni: ferro acetonico,
Che poi, su un banchetto, poi vendi,
Odiandola d’un odio bianco catatonico.

Tanti papaveri, tanti morti,
Sui campi; ché vorrei equipararli,
Esser morto crivellato in roccaforti.

E vorrei i nemici al muro, giustiziarli,
Ridendo feroce, de le loro malesorti.
E le lor bare: polverizzate dai tarli.

Dal Blog di S. Effrena

*
noi leggiavamo un giorno per diletto
e ci siamo fatti a brandelli
a singhiozzi
diviso i cuori
in strati precari
mi prese del costui piacer sì forte
niente quinto canto
cinquanta righe
per slacciarci tutti i nodi
ma un solo punto fu quel che ci vinse

Dal blog  La poetessa rossa

*

Nel luogo che si stende dove il tempo
simula confusioni
porto di me discorsi
che ti terrei se tu fossi avvertita
del viaggio delle voci
ma l’astensione genera ricordi
simili a fluttuazioni
che non sempre la vita sa vedere
tanto che ci si chiede se davvero
noi ci siamo incontrati
o non siamo la parte di una storia
che abbiamo raccontato
quando le stelle dormono e la notte
mi sveglia di continuo.

Dal blog di Giovanni Baldaccini

*
il sonno ci conduce sul confine
quasi una morte in prova
_ poi si torna_

ma quando resteremo addormentati
in un mattino che non ci vedrà
che non vedremo
avremo perso il giorno
e non sapremo della nostra assenza
_né che non si ritorna_

Dal Blog di Cristina Bove

*

Se tornassi a scrivere
prenderei la prima virgola
per appenderla al tuo orecchio
che mi regali di nuovo il volto e il cuore.

Se tornassi a scrivere
non avrei più niente tra le mani
se non il ricordo di una intesa
da regalare al mio tempo nuovo.

Se tornassi a scrivere
lascerei finalmente libero
il sogno di ciò che mai sono stato
e tu lo leggeresti altrove
e in un altro mondo.

Dal blog di Enzo Rasi

*

Vi faccio ritorno spesso
forse ogni notte.
In sogno, pietre e luci sono velate d’antico
d’eterno.
Nel mio essere d’ora
v’incontro presente e passato
indifferentemente.
E mi ritrovo sospeso
fra cielo e terra
e enormi distese d’acqua.
Al risveglio, so di essere stato ancora là
dove, infinitamente giovane
e già vecchio
assaporai la crudeltà di quel mio tempo.

Dal blog di Paolo Beretta

*

Quindici rughe, un giorno
ho contato alla sua faccia.
E gli ho telefonato per dirgli ch’ero amico,
all’ora che si mettono a tavola, ma è uguale
i figli mai sapranno come ci intendevamo.
Un giorno gli offrirò il mio Cordiale,
io non bevo.
Gli occuperò le mani scaldandole col fiato.

Dal blog di Massimo Botturi

***

quando qualcuno ci lascia
le senti
sprofondate nell’anfora del corpo
le parole sono un mare di liquidi
freddate dalla fine
sottili si dissipano
forse svaporano
al culmine del transito
una transumanza invisibile
si muove nel ritmo della polvere attraversa la luce e
grazia o fortuna ripongono in terra
gli spazi di silenzi altissimi

f.f.

Blog di Fernirosso

***

Non è un poeta ma come legge Luigi le poesie è come se lo fosse.
Porto qui questo video che adoro, letteralmente, e che ogni tanto ascolto.

 

 

***

Ho portato qui alcune poesie dei poeti che seguo
(la scelta è stata davvero difficile)
per augurarvi buone feste e buon anno nuovo

Auguri a tutti, tutti tutti quelli che mi seguono

 

mM

 

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