Tramedipensieri

Lo scritto non arrossisce.

INIZIATIVA CARTESENSIBILI: agli autori e ai lettori che vogliono partecipare …ci incontriamo in questa piazza di carta sempre sensibile — CARTESENSIBILI

 

Mi pare un’interessante inziativa, sul blog Cartesensibili le indicazioni per partecipare.

 

 

PIAZZA C(arte)sensibili La diffusione dell’epidemia ci confina nelle nostre abitazioni private, ma in tutti noi è ancora forte la tensione politica. Essere cittadini, condividere esperienze, scambiare opinioni, ascoltare voci e a queste rispondere. Cartesensibili ha deciso per il prossimo numero di lanciare la seguente iniziativa: riunire nel suo spazio di pubblicazione le voci […]

 

via INIZIATIVA CARTESENSIBILI: agli autori e ai lettori che vogliono partecipare …ci incontriamo in questa piazza di carta sempre sensibile — CARTESENSIBILI

Alla città e al mondo.

 

*

Immagine sospesa nel silenzio delle parole che si fanno perdono.

 

***

“Ci siamo illusi di rimanere sani in un mondo malato.”

Chiaro – Blu note

 

*

paolo fresu quintet

 

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.eppure

 

 

Acquarello – mM

*

.Eppure non si direbbe
che sotto questo cielo c’è così tanta attesa
di spensieratezza.
Non si direbbe di questa calma che freme, che chiede, che s’adombra
.appena
.cala la sera, nel silenzio immenso delle parole.

.Eppure
non si direbbe
che qualcosa sia cambiato
.dentro
le case, fuori le mura
.c’è ridondanza di cuori
comprensione riemersa

non si direbbe
che .molto, ancora
.attende gli uomini
fuori
dal loro pensieri più belli.

mM

.lesbo

mM

 

 

***

Urla il poeta di Lesbo
tra il silenzio dei bimbi
e la vergogna .muta
degli uomini

mM

*

Equinox

 

*

John Coltrane

*

Ciao Max

 

«Un sorriso è sempre un regalo, siate generosi»

 

***

L’Occhio alla fine del Cannocchiale Milena Nicolini: “Ascoltando il battito cardiaco nella sordità”, colloquio con Clarissa Bartolini, Quaderni a cura di A. M. Farabbi

E’ necessario, dice Clarissa Bartolini, “proclamare la diversità di ciascuno come ricchezza” perché “ciascuno di noi è responsabile ‘del noi’ ”.

E’ straordinario che questa affermazione di valore per la ‘diversità’ venga da parte di una donna che vive una disabilità delle più difficili ed emarginanti socialmente, perché “invisibile”: la sordità.

Che non si vede, in effetti, se non per un contatto diretto, ma che può essere ben più devastante di altre forme di disabilità.

Invisibilità che spesso conduce a dolorose situazioni, ed anche a  scelte, di chiusura tanto personale quanto istituzionale. Quella che Clarissa chiama la ‘cultura dei sordi’ è un modo diverso di rapportarsi col mondo e con se stessi, più attraverso “il linguaggio del corpo” che quello della parola. (Il testo continua qui)

caponigro

Ph di Paul Caponigro

Anna Maria Farabbi, nella sua collana ‘Signature’ presso Terra d’ulivi, continuando il suo percorso tra donne che nel loro piccolo e nel loro grande hanno ‘segnato’, firmato formato fermato, il tempo del loro esserci, ha dato voce a questa coraggiosa donna sorda.

Non solo coraggiosa per essere arrivata a decifrare e superare dolorosissime esperienze, per avere raggiunto la laurea, una vasta cultura, ruoli di responsabilità istituzionali importanti, una progettualità attiva e tenace, ma anche, per me in special modo, per avere caparbiamente preteso a sei anni di suonare il pianoforte.

Che è la stessa caparbietà di Anna Maria Farabbi, quando dice a noi, per noi : “Pianto il significato di ‘poiesis’ nella comunità, tutti compresi nessuno escluso.”

Milena Nicolini

 

 

via L’OCCHIO ALLA FINE DEL CANNOCCHIALE- Milena Nicolini: “Ascoltando il battito cardiaco nella sordità”, colloquio con Clarissa Bartolini, Quaderni a cura di A. M. Farabbi

Nou Tout Sé Yonn

 

***

 

bokanté nou

 

:

.oltre l’autunno

Nicola Magrin – Acquerello

 

Quando la notte è silenziosa
.si sente il respiro degli alberi
Da lassù la luna li guarda
.il cielo sorride
nonostante le nuvole

Il lato oscuro del sole
.fa luce altrove

Nessuno vede nessuno
muoversi sul tappeto
di felci e cicoria
al di sotto del ciglio
nel sentiero
tra case di tufo e granito

E’ la vita del bosco di sughera,
dai calzini rossi
dalle chiome argentate

.vigile un cipresso, staziona a valle.

Ci si mette l’erba
ad aiutare il tempo e gli uomini
.La luna vi rotola, il sole si eclissa

Ma quaggiù un tempo
le nuvole stavano più in alto del sole
che tutto abbracciava
donando sogni alle foglie,
oltre l’autunno.

Intanto il buio si nasconde
al respiro degli alberi.

mM

Ci vediamo stasera — Un cielo vispo di stelle

“Era finita? Si chiese Joe. Era questo che Sara stava cercando di dirgli? Rimase in silenzio. Lasciò che andasse avanti a parlare. Una folata di vento improvvisa agitò i fiori nei vasi e sollevò delle foglie in cortile. Sara parlava, il vento soffiava, le foglie frusciavano. Lui solo udiva il loro rumore.” [da Ci […]

via Ci vediamo stasera — Un cielo vispo di stelle

 

Auguri a Paolo Beretta per questa interessante esperienza nel mondo della scrittura.
Un pò come uscire dalla scuola del blog e intraprendere un nuovo, spero soprattutto entusiasmante, viaggio di crescita continua e meraviglia.

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