Tramedipensieri

Lo scritto non arrossisce.

Categoria: Blog

AVVISO AI NAVIGANTI!

Qui si veleggia alla grande con questa interessante iniziativa.

Mi piace diffondere ma questa volta vorrei anche partecipare: (sorrido al mio osare) chiedo

un aiuto da casa!

*

Mi fate compagnia?

Se non voi, chi?

 

***

(Inizio invio testi 30 giugno 2018
Scadenza invio 27 agosto 2018)

CARTESENSIBILI

Risultati immagini per ‫قطوف من الحكمة‬‎.

Avvisiamo i nostri lettori che CARTESENSIBILI cesserà le pubblicazioni durante il mese di luglio, mentre alcuni redattori del gruppo saranno impegnati a leggere e valutare i testi inviati al nostro gruppo e a Terra d’ulivi Edizioni, con cui collaboriamo, per la buona riuscita del concorso, già in corso, il cui obiettivo è la preparazione di una antologia a più voci, in cui davvero ci sia quanto cartesensibili cerca in ogni suo percorso di relazione con gli autori, i lettori e soprattutto con tutto quanto è vita!

II CONCORSO CARTESENSIBILI & TERRA D’ULIVI EDIZIONI
2018

Tema del concorso
SCHEGGE E FRAMMENTI


schizzi di un tempo immenso in uno spazio brevissimo

a cura di

Viola Amarelli

(Presidente di commissione)

e

Fernanda Ferraresso, Emanuele Scarciglia, Paolo Gera, Milena Nicolini, Vittoria Ravagli, Alessia Bronico, Cristiana Pagliarusco, Luca Palmarini

(commissione di valutazione)

“SCHEGGE E FRAMMENTI”

ovvero tutto quanto i nostri sensi afferrano in…

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.il filo celeste

“Legarsi alla montagna” di Maria Lai è la prima opera di Arte relazionale a livello internazionale.

La leggenda dal quale partì tutto si chiama “Sa Rutta de is’antigus”, cioè “La grotta degli antichi” e affonda le origini in un fatto realmente accaduto nel paese.

“Nel 1861 si staccò un costone della montagna e travolse un’abitazione della parte più alta del paese. In quell’occasione morirono tre bambine e una di loro riuscì a salvarsi proprio con un nastro celeste in mano.
I popolani videro in questo fatto un miracolo divino e ne conservarono il ricordo, tramandandone di generazione in generazione una versione in parte veritiera e in parte fiorita di pittoresche sfumature di fantasia.”

La realtà riprende il filo celeste ad opera della grande artista sarda Maria Lai.

 

Un’opera commissionata del Sindaco del paese Antioco Podda per ricordare i Caduti e trasformata da Maria Lai in poesia per ricordare i vivi, renderli partecipi del ricordo e della custodia dei luoghi, soprattutto di quelli fragili come lo è la montagna che sovrasta il paese di Ulassai.

 

Fotografia Tonino Casula

 

Ai concittadini Maria Lai chiese di prendere il nastro e di passarlo ai propri vicini di casa in casa. Le persone avrebbero appeso al filo pani decorati o stretto dei nodi dove esisteva un legame di amicizia, mentre la mancanza di rapporti cordiali sarebbe stata visibile per l’assenza di segni. 

Il progetto “Legarsi alla Montagna” nasce nel 1979 e durerà due anni: sino al 1981

Foto Tonino Casula

 

Un grande filo celeste che lega la gente del paese di porta in porta creando nodi d’amicizia al suo passaggio sino ad arrivare alla montagna, in cima un grande abbraccio\legame tra paese e monte.

Il video Legare Collegare documentato e realizzato da Tonino Casula sulla performance di Maria Lai

 

Maria Lai – Artista Nata a Ulassai nel 1919

 

 

Syria

 

 

***

 

U n d e r s

 

*

.viaggio senza passaporto

 

Christiannnn photo

 

*

 

Maggio fa rima con viaggio
ed io mi accingo adagio
ad intraprendere
quasi un vagabondaggio
con miraggio lieto
quasi una vacanza
un pò con .marta
e un pò con mara.

A presto

.marta

.il cammino di Santa Barbara

Dal mare cristallino di Sant’Antioco alle fitte foreste del Marganai, dalle bianche dune di Piscinas alle spettacolari grotte di Is Zuddas, un itinerario storico, culturale e naturalistico nel Parco geominerario della Sardegna, visitando villaggi fantasma, siti archeologici, miniere recuperate.

 

Miniera di Porto Flavia

 

Tramandare la memoria degli uomini che nei secoli e nei millenni passati hanno realizzato e percorso degli antichi cammini con il piacere di riscoprire a passo lento la bellezza del territorio.

Non solo fede.
Ma anche turismo, seppure alternativo, tra archeologia mineraria, architettura industriale e ambiente.

Questo è quanto offrono i quattrocento chilometri da percorrere a piedi lungo il Sulcis Iglesiente Guspinese, attraverso 24 comuni, se si seguono i sentieri battuti dai minatori “dal neolitico al novecento”.

 

Miniera di Porto Flavia

“Abbiamo impiegato sei anni dall’ideazione all’attuazione del progetto – spiega Giampiero Pinna, ideatore del progetto e presidente della Fondazione“: fil rouge devozionale è il culto di santa Barbara, patrona dei minatori, le cui chiese punteggiano questo splendido itinerario storico e naturalistico. 

 

Miniera di Montemponi

 

L’autore della Guida “Il cammino di Santa Barbara”  (quando e come partire, cosa portare le mappe etc.)  è Giampiero Pinna che nel 2000-2001 ha guidato l’occupazione della miniera di Monteponi. 

Il Parco geominerario storico e ambientale della Sardegna, riconosciuto dall’Unesco ha il riconoscimento del ministero dei Beni culturali ed è inserito nel primo elenco dell’Atlante digitale dei Cammini italiani.


Si avanza attraverso “carrarecce e le mulattiere”, ponti e sentieri, piste e tracciati diversi e si snoda lungo i sentieri battuti dai minatori lungo 8.000 anni di storia, dal Neolitico al Novecento.

 

Miniera di Porto Flavia

 

Un progetto iniziato nel dicembre 2016  quando è stata istituita la Fondazione del Cammino che gestisce e promuove l’itinerario e che da tempo richiama tantissime persone ad intraprendere questo percorso che è divenuto un percorso spirituale-naturalistico.

 

Mappa del percorso dalla Guida “Il camino di Santa Barbara” di G. Pinna

 

***

Su primu turnu est toccadu a mie
A dare a sa musa sos valores
In prima parte rendo sos onores
A Santa Bàrbara in solenne die
Oe sa festa chi faghen a tie
Est dignidade de sos minadores
E tue, santa, pro cumpensu aggiudu
Prego de dare a totu su saludu.

Sebastiano Moretti 

 

*

Una validissima alternativa al cammino di Santiago di Compostela.

 

Costa di Nebida

Zolla d’attenzione

 

 

 

Silvia Leoncini

 

.giochiamo
su, nella collina
attorcigliata
nel sole

.ridiamo
delle piccole
coperte d’erba
nei ristagni di corolle

.abitiamo
quel che è dato
sperso, restituito
insieme perduto

.e in fondo
qui e giù a valle
un’annunciazione
lenta
di pigne di futuro

.ripieghiamo_

.ci perdiamo
su un corridoio
di riccioli d’avena

diciamo
che qui, oltre
il già visto
più non s’aspetta
che .un alito
di zolla d’attenzione.

mM

Heart’s Harmony

 

 

 

*

 

simply three

 

 

Cartesensibili Natale 2017- avviso!

 

A tutti i lettori e gli autori che hanno il piacere di condividere l’iniziativa curata da CARTESENSIBILI

in occasione del Natale

 

burcu-geoffrey1

burcu &geoffrey

 

 Il tema di quest’anno sarà la lettera, come segno di relazione, e il contenuto di questa missiva potrà essere la parola che avreste voluto ricevere, quella che avreste voluto inviare a qualcuno ma non avete mai spedito o che invece avete inviato magari senza ricevere risposta, la lettera come misura della distanza o di una vicinanza, come il segno di una condivisione continua e di una intimità profonda, di umanità condivisa ….

 

insomma pensateci e se vi sentirete coinvolti inviate a:

cartesensibili@live.it

 

a partire dal 20 di novembre fino al 20 dicembre 2017!

 

 

Altre indicazioni su:  Cartesensibili Natale 2017- avviso!

La casa dei segni

Bonaria Manca

è nata nel 1925 ad Orune in Sardegna e dal 1950 vive a Tuscania.

 

Bonaria Manca By Salvatore Bongiorno

 

Bonaria è una pastora e pittrice  che ha attraversato momenti difficili ma che è riuscita a superare grazie alla fede, alla natura che ama, all’arte etrusca e alla sua passione innata per l’arte.

Dodicesima di 13 figli, trascorre la sua infanzia seguendo i genitori nelle attività di casa e della campagna, in una società, quella barbaricina, in cui la donna è perno della famiglia e come tale deve essere educata.

«Da bambina aiutavo i miei nelle faccende quotidiane. Ricordo che facevamo chilometri per arrivare al fiume a lavare i panni e la lana.
E qui cantavamo e ballavamo.
Erano momenti felici»

 

Casa di Bonaria

                      photo di Paola Manca

 

La madre, Speranza, muore nel 1975 (il padre era scomparso quando lei aveva 14 anni) e il fratello Ciriaco viene a mancare 3 anni dopo. Il marito, dopo 12 anni di matrimonio, l’abbandona.
È la fine e l’inizio.

 

Bonaria Manca

*

Inizia a dipingere dopo i cinquant’anni: «Non avevo più mamma né mio fratello. Sapevo ricamare quindi avrei potuto anche dipingere. Vado in un negozio e compro colori, pennelli e tele in quantità industriale».

Dipinge tutta la casa, pareti e soffitti, ingresso e casolare.

«La prima parete è nata d’inverno, non avevo tele, ho iniziato sui muri. Nel soffitto ho dipinto il mondo che gira. Quando sono morti mamma e mio fratello li ho dipinti su parete. E mi fanno sempre compagnia». Quanti quadri? «Mille, tremila. Molti li ho regalati».

Casa di Bonaria

Photo di Paola Manca

 

Le pareti ed i soffitti della sua casa con il passare degli anni, sono state arricchite di pitture murali rappresentanti scene di vita agreste, figure totemiche e scene bibliche, realizzate con colori ad olio e gessetti.

La “Casa dei Simboli”, in prospettiva e secondo il desiderio dell’artista, dovrebbe evolvere e diventare una casa museo, mantenendo inalterata la sua immagine, le opere e gli arredi, così come nel tempo Bonaria Manca li ha pensati e realizzati. 

Scopritore della sua opera è lo scrittore e cineasta francese Jean-Marie Drot. Direttore dal 1985 al 1994 dell’Accademia di Francia a Roma (la Villa Medici), la incontra nel corso di una passeggiata nei paesi etruschi alla fine degli anni ’80.

 

La casa di Bonaria

photo Michel Ferdinand

*

“Nel novembre 2015 il Ministero dei Beni Culturali decreta lo Studio d’artista della Pittrice Bonaria Manca dichiarandolo di interesse particolarmente importante ai sensi di legge e, come tale, è sottoposto a tutte le disposizioni di tutela contenute nella norma.
Lo Studio d’Artista viene pertanto reso inamovibile dall’appartamento in cui si trova.”

***

“Ed arriva la memoria.
È perché il limite umano
Ti ferma e ti riflette
E di più non puoi andare.
E il vento risponde,
lo senti e non lo vedi:
Noi facciamo parte delle foglie
Che qui vivono
E del sibilo del vento
Che sentiamo senza vederlo.”

Poesia di Bonaria Manca

***

Dal 2014 l’associazione Amici di Bonaria ha promosso una mobilitazione per salvaguardare la casa e tutelare le opere di Bonaria Manca.

Video

La casa di Bonaria: qui

An Improvvisation

 

 

fabio mina

 

***

Trame di vento: legami tra musica, suono e le relative radici spirituali.

 

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