Tramedipensieri

Lo scritto non arrossisce.

Ci vediamo stasera — Un cielo vispo di stelle

“Era finita? Si chiese Joe. Era questo che Sara stava cercando di dirgli? Rimase in silenzio. Lasciò che andasse avanti a parlare. Una folata di vento improvvisa agitò i fiori nei vasi e sollevò delle foglie in cortile. Sara parlava, il vento soffiava, le foglie frusciavano. Lui solo udiva il loro rumore.” [da Ci […]

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Auguri a Paolo Beretta per questa interessante esperienza nel mondo della scrittura.
Un pò come uscire dalla scuola del blog e intraprendere un nuovo, spero soprattutto entusiasmante, viaggio di crescita continua e meraviglia.

Supereroi — Nessuno dice libera

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© 2016 Sir Mehedi

 

 

“Sai qual è il punto di non ritorno della malattia?” “No.”

 

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Cantu a Lairelellara, il canto di lavoro delle donne del sud Sardegna.

Il canto

 

Su mutettu (o mutetu o Trallallera) è una forma di improvvisazione poetica tipica della Sardegna meridionale, in lingua sarda campidanese (mentre al nord si hanno mutu e battorina, in logudorese). 

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– oooO*Ooo –

 

 

Dal bellissimo e interessente blog di Horone 
– Storie, leggende, poesie e musica della Sardegna –

 

Dedicato a…Marta e la sua Sardegna — LE LUNE DI SIBILLA

 

 

Qualche giorno fa mi è capitato per caso di leggere una bella leggenda sulla splendida terra sarda. Ve la riporto e la dedico a martaMara e al suo blog tramedipensieri IL GOLFO DEGLI ANGELI E LA SELLA DEL DIAVOLO – CAGLIARI “Gli angeli notarono dal cielo che un’incantevole isola stava emergendo dal mare, sembrava una perla […]

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Stessa ora — almerighi

by Stephen Carroll

 

 

Stessa gente, stessi impicci,
non m’importa se non credi
segui la tua strada io vado per la mia.

Ogni giorno, stessa ora, trovo te,
cuore sorprendente e semplicissimo,
ridi mia cara,
il tuo argento vivo
placca ogni durezza, le stesse,
lasciando dentro buon sapore d’infinito,
semplici porticati le cui colonne lievi
nascondono nidi di rondine:
: […]

via Stessa ora — almerighi

Arido piombo — Poesie e prose di S. Èffrena ©

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Polvere, rotolano i grani,
su pulsazioni fatte incerte
e lontane dal domani.

Respiro, occluso inerte,
acqua che corrode le mani
gli occhi con ferite inferte.

Cammino, polvere, respiro
svengo, tremo, stringo la Runa
che adoro, che sempre ammiro.

Domani morrò ancora con la luna.


S. Èffrena, 1 ottobre 2018

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