Tramedipensieri

Lo scritto non arrossisce.

Mese: maggio, 2015

We Found Love

 

***

 

lindsey  stirling

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L’anno che non esiste

victoria soderstrom

victoria soderstrom

Se quest’anno avesse un tempo
e il sole il suo gemello
io ti cercherei

Tu saresti terra
allora
la mia terra

Se l’acqua si facesse aria
e il vento spargesse luce
io ti troverei

E mare sarei io allora
il tuo mare

Se tu avessi un volto
e nei tuoi capelli
dimorasse il fuoco
io ti guarderei

Vedrei allora la bellezza che canta
il mistero mostrarsi
la mia anima farsi isola

vedrei te

Max Mosè

Chiaro

 

***

 

paolo   fresu

Quintet

Legge sui Cookies: o ti adegui o la multa è salata..Alcune possibili soluzioni

Come ci si dovrà adeguare?
Questa legge sui Cookies….ma di che Cookies stiamo parlando?
In questo post alcune soluzioni
Io navigo al buio e voi? Sapete qualcosa?
Help!.

Gabriele Cento: senza la musica non si può dire di essere vivi

…accompagnarsi dalla musica; la musica movimento ed esplorazione d’attorno.
Votarlo è dare la possibilità la Giusta riconoscenza ad un artista che merita.

germoglidarte

Ma come nasce un tuo pezzo?
Quanto ci impieghi a comporre? Pensi al brano come fosse una poesia?
Nasce da sé, è un urgenza scrivere musica?

A fare troppe domande ad un musicista, si rischia di perdersi poi dietro alle parole.
Meglio seguire le note di  Direzioni alternative e vivere ciò che si sente come una melodia che sfiora l’animo e il tempo.

E soprattutto, sai vero che la tua musica porta nel posto esatto dove uno vorrebbe essere?

Grazie a Gabriele Cento per la produzione di questo video creato appositamente per il mio blog; un bell’incontro nato dalla stessa passione per la musica e  attraverso la musica, accompagnati.
E grazie a chi ha collaborato alla riuscita del video, Giorgio De Lucchi alla regia e e Francesco lacopo assistente audio.

Chiara

Per chi volesse ascoltare Gabriele e magari votarlo -il premio è una serata al Blue Note di…

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Nessuno lo ha mai detto

tansu

*** oOo ***

Nessuno lo ha mai detto.

Eppure, al limite della stanchezza fisica e del logoramento psichico, il bandito ha paura.
La paura è uno sbuffo di troppo tra le nuvole, un’ombra di foglia inaspettata. E’ un animale mansueto che consideravi amico e che invece minaccia, con un sibìlo percettibile da ogni tua cellula.
Scorgi un ramo, mentre cammini quatto, che ti trova teso e ti sbucciula un passo di danza. Sì, anche il terribile ha paura, anche il diavolo. Sente la paura fin nelle vene perché sa che interiorizzandola, digerendola, facendola sua, possedendola in tutto il suo squallore, essa diventa coraggio.
Svoltato l’ennesimo tornante c’è un grande masso a forma di testa con gli occhi bendati. Il muschio gli fa da barba. Un anfratto è la sua gola, che non saltella e che non canta.

Valeria Gentile – La Sardegna dei banditi

Blues Jazz

 

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Stefan Barral

 

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