Tramedipensieri

Lo scritto non arrossisce.

Mese: febbraio, 2015

Ingenuità

Monzani

Monzani

La persona ingenua, la società ingenua crede fermamente in cose che, forse, non esistono; cose belle o cose brutte, comunque ci credono: pertanto l’ingenuità implica un atteggiamento di fede nei confronti del mondo, e, dato che tali cose forse non esistono, e dato che forse si sa che non esistono, implica anche un atteggiamento di incanto, di abbandono, si lascia andare ai propri sogni. Possono essere sogni belli o brutti, sogni di gloria o sogni di denaro, sogni d’amore o sogni di potere: comunque sono sogni che essa vive ad occhi aperti, cioè con troppa consapevolezza per crederci del tutto e con troppo poco cinismo per non crederci affatto; insomma ci crede, e quel suo credere dà alla sua vita un tono particolare, un tono inconfondibile, perché in essa la linea di confine tra il possibile e l’impossibile sembra magicamente sospesa.

Ora, a noi sembra chiaro che la società presente è rimasta interamente spogliata dal manto dell’ingenuità: se sia divenuta migliore o peggiore, non sta a noi dirlo in questa sede; ma di certo non è una società ingenua.
F. Lamendola

“La semplicità viene dal cuore, l’ingenuità dalla mente. Un uomo semplice è quasi sempre un uomo buono; un uomo ingenuo può essere un farabutto. Perciò l’ingenuità è sempre naturale, mentre la semplicità può essere frutto dell’esercizio” –
G.Ravasi

Che genere siamo

Jenbeez

Jenbeez

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In una società libera sarà inevitabile trovare un accordo, con noi stessi prima di tutto e poi con i nostri simili: con il tizio che ci tampona in automobile, con il vicino che deve sfamare una famiglia tre volte più numerosa della nostra, con gli ubriachi che si infilano nel nostro giardino. Dovremo sistemare le cose da noi, senza l’aiuto dell’assistente sociale, del partito politico, del poliziotto o del delegato di reparto, e nel far ciò saremo necessariamente messi di fronte a noi stessi, scopriremo che genere di persona siamo realmente.

Peter Brown

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Beautiful Tango

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hindi sahra

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Bella Tango, mi prende per mano.
Bella Tango, fino a farmi ballare.
Come dolce può essere, se mi fai ballare?
Quanto tempo durerà  se si balla?

Parole da riempire

Dal web

 

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“Che colpa abbiamo, io e voi, se le parole, per sé, sono vuote?

Vuote, caro mio. E voi le riempite del senso vostro, nel dirmele; e io nell’accoglierle, inevitabilmente, le riempio del senso mio.

Abbiamo creduto d’intenderci, non ci siamo intesi affatto.”

Luigi Pirandello

Hands, be still

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Olaf Arnalds

 

Enrico Colombotto Rosso e la “sua” metamorfosi

“Il mondo fantastico e inquietante di Enrico Colombotto Rosso”

Enrico Colombotto Rosso

Enrico Colombotto Rosso

« …Il più visionario, il più turbinoso, disperatamente solitario, luciferino, è E. Colombotto Rosso, puro spiritualista estraneo a ogni contaminazione con la realtà, in nome di un aristocratico distacco di una pittura dell’anima nella quale, come spiegava Bataile, c’è spazio anche per il male, per gli abissi dove l’uomo rischia di perdersi senza possibilità di riscatto. »
Vittorio Sgarbi

Enrico Colombotto Rosso

Enrico Colombotto Rosso

« Ho provato a sostenere l’esame per entrare all’Accademia, ma Casorati mi ha bocciato in disegno e mio padre, allora, mi ha obbligato a caricare e scaricare sacchi di ferramenta nella fabbrica di famiglia. È un miracolo che io abbia ancora la schiena dritta. »

E. Colombotto Rosso

E. Colombotto Rosso

Nell’opera dell’artista piemontese, lo spazio della vita deforma, ma a volte addolcisce i segni del tempo che vengono raccolti con percezione straordinaria, plasmando i corpi sino a spogliarli della loro superficialità, penetrati nelle loro debolezze. E’ un grido di dolore, che a differenza di Bacon che esplode la propria visceralità, implode sino a una scarnificazione che si trasfigura in sensibilità lirica assoluta. »
Piergiorgio Panelli

Enrico Colombotto Rosso - Ritratto

E. Colombotto Rosso – Ritratto

Colombotto Rosso è l’autore dei quadri con i volti appesi in casa della sensitiva Helga Ullman (Macha Méril) nel famoso film “Profondo rosso” del regista Dario Argento. I quadri utilizzati nelle scene del film sono delle copie delle opere di Colombotto Rosso.

Enrico Colombotto Rosso

Enrico Colombotto Rosso

 “Amo la calla con la sua infiorescenza a spiga racchiusa in una brattea bianca a calice.”

Bisogna coltivare il giardino della nostra vita

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