Tramedipensieri

Lo scritto non arrossisce.

Mese: maggio, 2017

Pratobello

Nella zona dei pascoli di Pratobello, tra Fonni e Orgosolo, lo Stato Italiano, costruì un piccolo borgo: chiesa, scuola e abitazioni, per ospitare le famiglie dei militari che lavoravano nel poligono temporaneo di tiro.

La protesta silenziosa

 

Il 27 maggio del 1969 sui muri del paese, dalle autorità, fu affisso un avviso in cui si invitavano i pastori, che operavano nella zona di Pratobello, a trasferire il bestiame altrove perché, per due mesi, quell’area sarebbe stata adibita a poligono di tiro e di addestramento dell’Esercito Italiano.

Il 9 giugno 3.500 cittadini di Orgosolo iniziarono la mobilitazione; si riunirono in piazza Patteri: dall’assemblea scaturì la decisione di attuare una forma di protesta nonviolenta e quindi di occupare pacificamente la località di Pratobello.

Iniziò l’occupazione e dopo alcuni giorni, durante i quali non si verificò alcun episodio di violenza, – un’occupazione pacifica che durò una settimana – l’esercito si ritirò e dopo soltanto pochi giorni l’area fu restituita ai suoi pastori.

L'occupazione dei campi

 

La rivolta di Pratobello è considerata l’inizio della lotta antimilitarista sarda, e segnò anche la prima vittoria in tal senso.

Nel contesto della rivolta nacque il fenomeno del muralismo di Orgosolo, ancora oggi elemento caratteristico del paese.

 

Murales - Orgosolo

Durante la rivolta Emilio Lussu, con una lettera agli orgolesi, aveva dichiarato la sua solidarietà all’iniziativa ed informava che non aveva potuto partecipare di persona agli eventi solo per le sue cattive condizioni di salute.

Qui le immagini del borgo abbandonato di Pratobello dal sito Sardegna Abbandonata

Qui un articolo di approfondimento ed una poesia in sardo con traduzione

 

 

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Despacito

 

 

Cover Violín Luis Fonsi – Daddy Yankee -Jose Asunción-

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Un passo alla volta

 

 

Il vicino ti guarda: sei nel Condominio S.I.M.

Da tempo volevo portare qui le poesie di Alessandro Canzian “Condominio S.I.M.” sul mio blog. 
Sono rimasta affascinata dallo sguardo che si posa sull’umanità, sulla quotidianità nelle abitudini e nei rapporti a volte invisibili ma saldi che si instaurano nel tempo.

Andare a leggere i vari “condomini” si ha un profilo autentico di persone in cui ci si può specchiare.

***

Silvio amava leggere poesie
– me l’ha detto un giorno che
rientrava con un libro – ma
non riusciva mai a finirle.
Doveva saltarne un verso, a volte
due, per capirne il senso. Come
con le donne, che non riusciva
mai a guardare tutte intere.

***

via Il Condominio S.I.M. – Silvio — Alessandro Canzian

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