Tramedipensieri

Lo scritto non arrossisce.

Mese: gennaio, 2014

Gli errori

David Brayne

David Brayne

Perchè devo togliere al mio prossimo il piacere di trovare degli errori in queste lettere?

Io so che effetto insopportabile fanno le persone perfette, so quanto piacere mi fa la scoperta di una qualche stupidaggine, e sono abbastanza altruista da non privare gli altri di questo godimento. Inoltre mi illudo di offrire tante cose utili che non mi preoccupo troppo di quelle inutili: voglio e devo immaginarmi che le cose stiano così, altrimenti salta in aria la mia adorazione di me, senza la quale non non potrei vivere.

Li lascerò stare quegli errori, così come sono rimasti nelle mie precedenti pubblicazioni, nonostante ogni sorta di consigli, sia amichevoli che ostili.

Le faccio una proposta: lasciamo che tutte le stupidaggini rimangano. Lei però mi segnala ogni errore che trova, e io lo correggerò un paio di lettere dopo. Così il lettore coscienzioso e pedante avrà di che divertirsi, e poi, qualche pagina dopo, rimarrà seccato di vedere che l’errore è stato corretto: allora ci divertiremo noi.

D’accordo?

Georg Groddeuck – Il libro dell’Es pag. 298

Frozen

*

m a d o n n a

Tu vedi solo quello che i tuoi occhi vogliono vedere 
Come può la vita essere quella che vuoi 

Quando il tuo cuore non è aperto

Che razza!

L’anglo-arabo sardo è una razza equina allevata in Sardegna da circa un secolo.

Nasce dall’incrocio di cavalli indigeni sardi di dimensioni più piccole (Cavallo del Sarcidano, Cavallino della Giara) con cavalli arabi a loro volta incrociati con purosangue inglesi.

Un grosso contributo al miglioramento della razza lo si deve all’istituzione nel 1874 del Regio deposito stalloni della Sardegna.

Erraza

Ci sono diverse teorie per spiegare come i primi cavalli siano arrivati in Sardegna, la più plausibile ipotizza che il cavallo sardo abbia origine asiatiche, per mezzo delle importazioni greche nel IV e V secolo a.C.

L’anglo arabo sardo è un cavallo veloce e resistente, ma dal temperamento focoso. Per questo non è indicato a cavalieri alle prime armi.

Carattere testardo ma al contempo intelligente. Cavallo dal piede sicuro e volenteroso. E’ adatto a tutte le discipline, dal salto ostacoli, al dressage, all’endurance, ai trekking.

Cavallo Anglo-Arabo-Sardo

La storia del cavallo sardo è indissolubilmente legata all’area del Goceano dove esiste un vasto insediamento militare fin dall’800. Oggi le strutture, un tempo proprietà dell’esercito poi acquisite dalla Regione, potranno essere riutilizzate e trasformate in una scuola di polizia a cavallo grazie ad un progetto voluto dall’amministrazione regionale e dal ministero dell’interno.

In questo modo saranno salvaguardate tradizioni e professionalità particolarmente radicate a Foresta Burgos e nei centri della Costera.

E’ come la sua terra: difficile e bello. Costruito per lo scatto vincente o per volare all’ostacolo, è passato dai campi di battaglia a quelli sportivi e sempre attivo nella varie manifestazioni culturali dell’Isola senza perdere nessuna delle  sue e tante ricercate qualità.

Pariglie

Pariglie

http://www.angloarabo.eu/cavallo-anglo-arabo.html

Quello che manca al mondo

ivano fossati

Ci sarà il telefono ad Auschwitz?

Le lettere di Himmler alla moglie: “Spero che ad Auschwitz ci sia il telefono”
Pubblicate 700 missive del carteggio del capo delle SS con Margarete Siegroth. Ossessione antisemita, ma soprattutto i toni di agghiacciante leggerezza con cui il gerarca nazista attraversava l’Olocausto.
“Povera cara, a causa dei soldi devi farti spellare da questi miserabili ebrei”, scriveva il futuro capo delle SS il 16 aprile 1928 a Marga, con la quale si sarebbe sposato qualche mese dopo e che prima delle nozze aveva ceduto le sue azioni di una clinica berlinese all’altro comproprietario ebreo Bernhard Hauschild. “Questo Hauschild, un ebreo rimane un ebreo!”, scriveva Marga il 21 maggio 1928, ottenendo come risposta un invito a non prendersela troppo. “Non ti arrabbiare con gli ebrei”, le rispondeva un mese dopo Himmler, aggiungendo che sull’argomento “potrei solo sostenerti, brava donna”. Quando il marito il 9 novembre 1938 aveva già dato l’ordine di esecuzione dei pogrom contro gli ebrei e i loro negozi e sinagoghe in moltissime città tedesche, passato alla storia come la ‘notte dei cristalli’, Marga annotava nel suo diario il 14 novembre: “Questa storia degli ebrei… Quando ci lasceranno queste canaglie, in modo da poter condurre una vita felice?”.

In viaggio verso Auschwitz come se andasse in gita di piacere. E’ lo spirito che traspare da alcune delle 700 lettere private scritte dal capo delle SS alla moglie Margarete Siegroth (Marga) dal 1927 fino a cinque settimane prima del suo suicidio nel 1945, Heinrich Himmler si recava in visita di ispezione al campo di sterminio. Il tono e il contenuto del carteggio – a parte la vera ossessione antisemita che accomunava i coniugi – lasciano inorriditi per il tono di leggerezza e assoluta normalità con cui sia il capo delle SS che la sua Marga attraversavano e vivevano l’olocausto.

http://www.internazionale.it

Dragonfly

collapse under the empire

Te ne andrai anche tu?

Stella Wind

Stella Wind

Guarda
comincia a piovere…
Annodati a vento ostinato
rami di gesso
tracciano nell’ardesia del cielo
segni che non capisco.
Ma non importa:
tutto è poesia.
Piove, figlio mio, la giornata triste
gocciolando in pozze di malinconia
ossidate lacrime di grondaia.
Persino nel cantuccio dei sentimenti
pioviggina e l’onda di maestrale
piega aguzzi giunchi
di dolore.
Per abituarmi all’amarezza di sale
di questo male di vivere,
io, salicornia di pena,
nella sabbia avevo messo radici.
Me le lasciava nude ogni colpo di vento
e la pioggia non ne leniva l’arsura.
Ora, quando la vastità del cielo
in scrigni d’ombra
avara trattiene le aurore,
dalla mia mano si liberano ragni
nero-fumo e formano pizzi- ragnatele di parole
nello sfilato dell’attesa.
Così
sciolto lo stupore da lacci di necessità
tutto si fa canto e poesia
in questa strada nebbiosa che è la vita.
Ed anche se si abbuiano i sogni
nelle pastoie del tempo
non lascio più che sorrisi inacidiscano
come vino triste.
Tu me l’hai insegnato,
distillando da oscure correnti
d’angoscia
la gioia di vivere.
Guarda mio piccolo maestro, sognatore
di grandissimi sogni,
non piove più!
Rami di carbone
tracciano nella pervinca del cielo
voli che si allontanano.

Te ne andrai anche tu?

Si liberano dalla mia mano nel saluto
gabbiani di brina e di rassegnazione…
Dalla tua rondini che svelte
tornano in carezza d’allegria

dicendo: è vero! Tutto – tutto! – è poesia. —

Paola Alcioni – A mio figlio che partirà lontano

Liofee

*

edgar knecht

[SPOT] Che il tuo sogno muoia, Max!

Il sogno di Max si è realizzato: complimenti al primo “nascituro” 🙂

I’m easy

Lionel Richie

*

Voglio essere libero di sapere che le cose che faccio sono giuste
Voglio essere libero
Solo io

dal blog  di   http://willyco.wordpress.com/2014/01/23/dire-al-limite-del-dire/

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