Tramedipensieri

Lo scritto non arrossisce.

Guardare in giù 

Sorgente: Guardare in giù 

 

lelysabelle.wordpress.com

Ho scoperto uno sguardo d’artista: Lelysabelle

Scegliete il vostro sguardo preferito

Maria Corda: i fili, la trama, la storia.

“Maria Giovanna Corda ha cinquantacinque anni e tre figli.
Per vivere fa le pulizie in casa di due compaesane. Lo dice con l’orgoglio di chi non ha paura di rimboccarsi le maniche per vivere, ma anche con l’amarezza di chi ha tra le mani un sapere che ha difficoltà a essere riconosciuto.”

 

Nel piccolo laboratorio-museo di Maria Corda, ancora oggi dopo 2oo anni di storia… si alleva il Baco da seta di razza ”Orgosolo”, da cui si ottiene la seta per confezionare poi a telaio
su lionzu, copricapo del costume tradizionale femminile di Orgosolo.

Su “lionzu”è l’unico capo di un costume tradizionale sardo prodotto interamente in loco, infatti nel laboratorio di Maria Corda si parte dall’allevamento del baco fino alla tessitura del capo.

Maria Giovanna Corda in una foto di A. Farris dal blog La Donna Sarda

Maria Giovanna Corda in una foto di A. Farris dal blog La Donna Sarda

***

“Sino agli anni Sessanta/Settanta questo procedimento era noto a tutte le orgosolesi. Ognuna aveva in giardino un albero di gelso e sapeva come produrre la seta. Non era necessario essere una bachicultrice “di professione”. Nel momento della necessità – quando una donna aveva bisogno di un nuovo fazzoletto per coprirsi il capo – poteva rivolgersi a chi allevava i bachi ogni anno e avere i semi necessari.
A giugno, infatti, ad alcuni bozzoli era permesso “sfarfallare”: le farfalle nascevano, si accoppiavano e davano vita ai nuovi semi che andavano in letargo dalla fine di giugno sino, appunto, ai primi giorni di maggio.”

L’articolo completo sul blog

La donna sarda

 

Stefania Indossa "Su Lionzu"

Stefania Indossa “Su Lionzu” – Fazzoletto del costume di Orgosolo

***

“Se Chiara Vigo tesse la seta del mare, Maria Corda quella di montagna.
Nel suo laboratorio-museo-negozio di Orgosolo – il paese dipinto dai murales al centro dell’isola – nel forziere di ‘’Su Lionzu’’, il copricapo tradizionale che rende unico e originale il costume femminile del paese barbaricino.

Come Chiara anche Maria trae un’utilità economica quasi insignificante dalla vendita del prodotto, ma dona alla comunità un fondamentale contributo alla tutela della biodiversità locale. La tessitrice, infatti,  non si occupa solo di confezionare il velo ma di tutta la filiera, ad iniziare dall’allevamento dei bachi.

Una tradizione importata ad Orgosolo nel 1600 grazie ai gesuiti ma con l’invasione dei prodotti industriali ormai quasi abbondata.
Maria resiste, anche se negli ultimi due anni di copricapo “non ne ha venduto uno”.

Potete trovare l’articolo completo qui: Greenews.info

6112353138_4ed8c93fe3

foto di Antonio Baldinu su Flickr

 

In questo video\documentario si racconta il ciclo della produzione della seta e la sua tessitura, utilizzata per la confezione de “su lionzu” (benda-copricapo femminile), l’elemento dell’abbigliamento tradizionale del paese di Orgosolo.

*

Qui un interessante iniziativa del circolo “Montanaru” di Udine” a cura delle donne sarde emigrate:

 

“Il prof. Scialino, sebbene esperto di letteratura friulana, non ha fatto mancare i riferimenti all’allevamento dei bachi da seta nella letteratura sarda: ha citato la storia e l’esperienza dell’imprenditrice settecentesca di Muravera Francesca Sanna Sulis ed ha declamato in sardo anche il poema sulla seta scritto dall’abate Antonio Porqueddu alla fine del Settecento. Nei suoi versi l’abate sottolinea il ruolo delle donne nella cura del baco, che deve essere allevato in seno affinché sia mantenuto alla giusta temperatura, e che deve essere mantenuto pulito più degli specchi perché apporta benessere alla casa e alla famiglia. “

Laudario di Cortona

 

Paolo Fresu & Daniele Bonaventura

*§*

Pensavo di scrivere un post per ringraziarvi.
Esatto, per ringraziarvi di seguirmi, di condividere e partecipare a ciò che pubblico qui. Tutte cose molto piccole che sono solo segnali di una presenza: la mia.
Non solo.
Ringraziarvi per ciò che siete e scrivete voi, questo è un dato importante per me: poter leggere e quindi, conoscere, altro. Non solo in termini culturali ma vite .persone .pensieri di un viaggio che percorriamo realmente e che riportiamo qui nel virtuale.
.ringraziarvi
per il rispetto, il tono, la delicatezza che portate verso gli altri: per me così importante poter relazionare con serenità nel rispetto di ogni singola cultura.

Grazie, vivo una bella esperienza.

 

 

All’orizzonte, prendo figura

E’ così quieto il volgere degli astri. Chiede e manca, facendosi da parte. Sembra conoscere il segreto dell’unico fiore. Fragile, lo scricchiolio all’ingresso. Degli altri non chiede il nome, nessuna ragione o costellazione. Oggi si è fermato a chiedere notizie dal cielo, dall’abbandono. (immagine, Rosy De Meo)

via Oggi — All’orizzonte prendo figura

Lily Was Here

***

 

Candy Dulfer / Dave Stewart 

*

Scuole nel mondo

Scuole nel mondo 

***

Negli occhi di questi bambini vi abita il sogno
Si trova la speranza
Il domani

*

 

Jan Varchola photo

Jan Varchola photo

*

casti pensieri
accarezzano il cuore
vasto l’incanto

*

Kan Taylor photo - India

Kan Taylor photo – India

*

Aria sospesa
canto della giornata
un tirabaci

*

HocusFocus photography

HocusFocus photography

*

verde pensiero
allegro saltimbanco
subito sogno

*

 

Satyaki Basu photo

Satyaki Basu photo

*

Parole briose
birichine volano
invento fiabe

*

***

Auguri a me

Oggi ho un numero pari
tutto nuovo

Frevo

***

Youn Sun Nah & Ulf Wakenius

.la casa

31266508080_262fdf5b9a_k

“Torno a casa per Natale.
Tutti lo facciamo, o dovremmo farlo.
Tutti torniamo a casa per una breve vacanza – la più lunga, la migliore – dalla grande scuola dove siamo sempre al lavoro con i nostri conti, a dare e ricevere il resto.”

Charles Dickens

Auguri

mM

.l’autunno

 

Inna Chernish photo

Inna Chernish photo

 

.l’Autunno è bello
solo se sei felice
se guardi le foglie
come ali, farfalle
in posa agli occhi
di un pittore

.è bello
se il fenicottero
colora il cielo di rosa
se ripiega le ali, le tende
e con timidezza
vola senza vanto

.l’autunno è bello
se ti riporta l’infanzia
gli spazi del cuore
e un pugno di terra
con gusci di lumaca
e odore di cisto

.è bello
se hai due occhi
che guardano il mare
dove incontrare
la tua gratitudine

.l’autunno è bello
se trovi una rosa

sfuggita al suo breve tempo
alla vita
spesa in bellezza

.donata .delicata           .che t’anima

mM

Addio Fratello Crudele

 

***

enrico pieranunzi, marc johnson, joey baron

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: