Tramedipensieri

Lo scritto non arrossisce.

Categoria: Poesia

.canti del giullare

Vai a Mantova e non ti chiedi a chi sia dedicata la bellissima piazza Sordello?

*

Sordello da Goito

Poeta e trovatore italiano 1200/1269

*

 

Maestro della Manta

 

***

Non può essere alcun uomo
davvero saggio se, pur contro voglia,
non governa il suo talento
col proprio senno, che dal danno lo preserva.

Chi vuole ben vincere il nemico
deve vincere prima se stesso,
cioè il suo cuore, perché più mortale nemico
non ha l’uomo, né più malvagio,
del proprio cuore, quando gli volge il morso
verso il male e dal bene lo distoglie.

Né mai il cuore sarà vinto
se dal senno non muove la virtù;
e la virtù non uscirà vincitrice del senno
senza un perfetto valore,
quando il cuore è spinto a mal fare
e ha impreso a commetterlo.

 

*

 

La meno conosciuta fra le opere di Sordello è il poemetto che va sotto il titolo di Ensenhamens d’onor, concepito in forma di programma di vita e di moralità che il poeta viene esponendo in una sequenza di 1327 versi a monito dei lettori e anche di se stesso, sebbene non esiti a dichiararsi impari agli ideali che professa.

***

.agitatevi

– oo O oo –

 

 

***

Dov’è l’ideale che illumina?

E’ .noia intorno
sbiadito il sogno

Dov’è il canto che invita?

E’ .silenzio sulle cime
calmo il vento

Dov’è il rosso dei gerani?

E’ il .sole al tramonto
luce che nasconde

.il giorno, verrà
e saprà di un pensiero
di azione

.agitatevi

***

“ Non ci sono gloriose memorie, né inespresse beatitudini a buon prezzo, ma il mistero della luce e dell’ombra, che vela e disvela parole”

Antonio Gramsci (Ales, 22 gennaio 1891 – Roma, 27 aprile 1937)

Stessa ora — almerighi

by Stephen Carroll

 

 

Stessa gente, stessi impicci,
non m’importa se non credi
segui la tua strada io vado per la mia.

Ogni giorno, stessa ora, trovo te,
cuore sorprendente e semplicissimo,
ridi mia cara,
il tuo argento vivo
placca ogni durezza, le stesse,
lasciando dentro buon sapore d’infinito,
semplici porticati le cui colonne lievi
nascondono nidi di rondine:
: […]

via Stessa ora — almerighi

Campo dei fiori

 

 

By Vice su flickr

 

A Roma in Campo dei Fiori
Ceste di olive e limoni,
Spruzzi di vino per terra
E frammenti di fiori.
Rosati frutti di mare
Vengono sparsi sui banchi,
Bracciate d’uva nera
Sulle pesche vellutate.

Proprio qui, su questa piazza
Fu arso Giordano Bruno.
Il boia accese la fiamma
Fra la marmaglia curiosa.
E non appena spenta la fiamma,
Ecco di nuovo piene le taverne.
Ceste di olive e limoni
Sulle teste dei venditori.

Mi ricordai di Campo dei Fiori
A Varsavia presso la giostra,
Una chiara sera d’aprile,
Al suono d’una musica allegra.
Le salve dal muro del ghetto
Soffocava l’allegra melodia
E le coppie si levavano
Alte nel cielo sereno.

Il vento dalle case in fiamme
Portava neri aquiloni,
La gente in corsa sulle giostre
Acchiappava i fiocchi nell’aria.
Gonfiava le gonne alle ragazze
Quel vento dalle case in fiamme,
Rideva allegra la folla
Nella bella domenica di Varsavia.

Qualcuno forse ne trarrà la morale
Che il popolo di Varsavia o Roma
Commercia, si diverte, ama
Indifferente ai roghi dei martiri.
Altri ne trarrà la morale
Sulla fugacità delle cose umane,
Sull’oblio che cresce
Prima che la fiamma si spenga.

Eppure io allora pensavo
Alla solitudine di chi muore.
Al fatto che quando Giordano
Salì sul patibolo
Non trovò nella lingua umana
Neppure un’espressione
Per dire addio all’umanità,
L’umanità che restava.

Rieccoli a tracannare vino
A vendere bianche asterie,
Ceste di olive e limoni
Portavano un gaio brusìo.
Ed egli già distava da loro
Come fossero secoli,
Essi attesero appena
Il suo levarsi nel fuoco.

E questi, morenti, soli,
Già dimenticati dal mondo,
La loro lingua ci è estranea
Come lingua di antico pianeta.
Finché tutto sarà leggenda
E allora dopo molti anni
Su un nuovo Campo dei Fiori
La parola del poeta accenderà la rivolta.

Czesław Miłosz
Varsavia, Pasqua 1943

In.torno

Gagik Hovhannisyan

Gagik Hovhannisyan

***

 

in.tanto
in.torno
 s'adorna una rima
cammina e si posa
 ri.posa
 in luoghi che non
 sai
 non vedi

ri.luce

Sinuosa
 d'ombra .vive

ri.torna


 

 

Arido piombo — Poesie e prose di S. Èffrena ©

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Polvere, rotolano i grani,
su pulsazioni fatte incerte
e lontane dal domani.

Respiro, occluso inerte,
acqua che corrode le mani
gli occhi con ferite inferte.

Cammino, polvere, respiro
svengo, tremo, stringo la Runa
che adoro, che sempre ammiro.

Domani morrò ancora con la luna.


S. Èffrena, 1 ottobre 2018

via Arido piombo — Poesie e prose di S. Èffrena ©

La poesia sentimentale di Walter Rossi poeta fiorentino.

Il paradosso più grande nella vita di uno scrittore è quello della ricerca spasmodica di una strana forma di solitudine, una solitudine che ti aiuta a guardare al miracolo della poesia come ad un rapporto, ad una relazione amorosa: qualcuno ti chiama da una finestra dirimpettaia e tu devi rispondere, non puoi ignorare la voce di quella misteriosa presenza.

Walter Rossi

Atelier de Aristide Maillol. Marly-le-Roi 1936 por Brassaï

 

*

tutte le sere
ti aspetto
mangiando pistacchi,
bevendo birra ghiacciata

penso agli amici
partiti
al mio viaggio

guardo le stelle        lontane
e tu sei vicino?
sei nel mio cuore?

“Ansia” da Oltremare

*

Generato dal tempo
attraverso
la mancanza

E’ tuo il verso
ch’io domando
al cielo stellato

Il verso
che compie
il vivere

La luce
che riflette
il bene amato

E’ tuo
il mare
in tempesta

Tutto tuo
compreso l’universo
appena nato.

*”Genitivo Diacronico” da*

*

Si può morire in un giorno dell’anno
senza lasciare niente a nessuno.
Un testamento olografo giace
nel trumò di ciliegio
gracida la radio
nello stagno del tinello.
Tre quarti di crostata di prugne
mezza bordolese di vin santo.
L’ombrello e la pianta alogena,
due camicie di flanella.
Una tela verdognola
tre santini sulla mensola di pietra serena.
Il disordine è un destimo
che non risponde alle domande.

“Successione ereditaria” da Cassarmonica

*

I primi tempi
gli animali che abitano nel mio giardino
erano spaventati dalla mia presenza
anch’io avevo paura di loro
oggi siamo la stessa identica attesa
il cielo lo sa
e ci tratta allo stesso modo.

da “Erfahrung 140 caratteri in poesia”

*

Amare
è seguire qualcuno
nella suprema legge dell’amore
seguirlo
anche per una sola parola detta
per l’osservanza di una parola data
amare
è dare la vita
per l’opera di un altro.

da “Vita, giustizia degli occhi miei”

*

Ti seguo fino al Sacro Cuore
portandoti in grembo
in un marsupio di addii
ti allontani
ti perdo di vista
ti raggiungo
ti allontani di nuovo
ti perdo di vista
riprendo il treno per Montparnasse
non posso credere
che un pò del mio sangue
corra come un fiume in piena
dentro la tua anima gentile
che tu sia così bella
così forte
così lontana.

da “Lingua d’acqua comune”

***

Amare è il primo giorno del sempre

 

Zolla d’attenzione

 

 

 

Silvia Leoncini

 

.giochiamo
su, nella collina
attorcigliata
nel sole

.ridiamo
delle piccole
coperte d’erba
nei ristagni di corolle

.abitiamo
quel che è dato
sperso, restituito
insieme perduto

.e in fondo
qui e giù a valle
un’annunciazione
lenta
di pigne di futuro

.ripieghiamo_

.ci perdiamo
su un corridoio
di riccioli d’avena

diciamo
che qui, oltre
il già visto
più non s’aspetta
che .un alito
di zolla d’attenzione.

mM

.il punto

Luis Mariano González photo

 

 

***

Mi cade il punto dagli occhi,
non chiedermi di guardarti.
Se lo faccio ti concludo.

© Elena Mearini

 

*

 

Mascha, la poesia

Christina Vetesnik photography

 

***

 

la mia poesia più bella
  è quella che non ho scritto:
  salì dal profondo in me
  e le regalai il silenzio.

masha kaléko

*

§

 

Questa poesia l’ho trovata sul blog di Mauro Cor-pus-zero
dove potrete leggere una breve biografia di Masha

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