Tramedipensieri

Lo scritto non arrossisce.

Mese: aprile, 2013

Doublebass

Michael Papillo

Com’era?

Le nubi

Io vorrei essere bambina
per accoppiare le nubi a distanza
(alte claudicanti della forma),

per giungere all’allegria delle piccole cose
e domandare,
come chi non lo conosce,
il colore delle foglie.
Com’era?

Eunice Odìo, poetessa costaricana

Carion

G y o r g y     L i g e t i

 

For you

For you

 dietro la finestra
.mobile
in ogni click
.veloce
pensiero  parola immagine
.semplicemente
lascio l’isola
.curiosamente
mi mancherete

A presto
mM

Twice

Little Dragon

…a spasso di memoria

Muto da bambino, passava tutto il tempo a disegnare. La soluzione a questo problema pensata da qualche genio nella sua scuola è stata quella di portargli via gli strumenti da disegno e in effetti Stephen ha parlato.

La sua prima parola e’ stata “carta”.

Nell’ottobre 2011 Stephen Wiltshire è salito a bordo di un elicottero per avere una vista panoramica di New York.

Stephen

L’artista britannico, a cui all’età tre anni gli era stato diagnosticato l’autismo, ha poi riprodotto su tela al Pratt Institute lo skyline della Grande Mela grazie alla sua memoria eidetica.

Stephen Wikipedia

Stephen Wiltshire guarda per pochi minuti un luogo e poi lo riproduce nei suoi disegni con uno sconcertante grado di realismo.

Interi panorami urbani sono ritratti nella loro complessità come se l’artista stesse riproducendo quegli spazi osservando una fotografia o si trovasse di fronte a loro. A guardare le sue opere si ritrova una straordinaria apertura verso il mondo.

S. Wiltshire

Vogliono cogliere ogni dettaglio, abbracciare ogni curva, includere ogni angolo e portare alla luce ogni ombra.

Disegni così realistici da apparire immagini reali.

http://en.wikipedia.org/wiki/Stephen_Wiltshire

http://www.verascienza.com/il-mistero-della-mente-dei-savant

Ingenue

Atoms          for          Peace

Piccola ombra

.rami

“E allora mi sono guardato negli occhi. Raramente ci si guarda, con se stessi, negli occhi, e pare che in certi casi questo valga per un esercizio estremo. Dicono che, immergendosi allo specchio nei propri occhi – con attenzione cruciale e al tempo stesso con abbandono – si arrivi a distinguere finalmente in fondo alla pupilla l’ultimo Altro, anzi l’unico e vero Sestesso, il centro di ogni esistenza e della nostra.
Invece, nello stagno acquoso dei miei occhi, io non ho scorto altro che la piccola ombra diluita (quasi naufraga) di quel solito niño tardivo che vegeta segregato dentro di me. Sempre il medesimo, con la sua domanda d’amore ormai scaduta e inservibile, ma ostinata fino all’indecenza.”

Morante – Aracoeri

Don’t talk

10000 Maniacs

Il coraggio sopravvive

Christine Lebrasseur

Christine Lebrasseur

Nel caso in cui finissi in un’isola deserta … (ad esempio)

Porterei una matita … e carta bianca.
Potrei resistere un mese senza cibo,
forse una settimana senz’ acqua.
ma non arriverei all’una, né all’altra meta
se non avessi nel frattempo partorito le parole,
concepite dagli istinti, cresciute dalla paura
e gestite nella solitudine dei sensi.

Il coraggio sopravvive.

Michela Ruggiero

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