Tramedipensieri

Lo scritto non arrossisce.

Tag: Paola Alcioni

Terraferma

jeanne opgenhaffen

jeanne opgenhaffen

All’ondivago
scorrere del tempo
sabbia nell’atroce clessidra
anch’io mi vado sgretolando
come il ciglio riarso di una duna.

M’illuse la pioggia – e il vento
implacabile suo complice alato –
di poter diventare terraferma…

Paola Alcioni

Te ne andrai anche tu?

Stella Wind

Stella Wind

Guarda
comincia a piovere…
Annodati a vento ostinato
rami di gesso
tracciano nell’ardesia del cielo
segni che non capisco.
Ma non importa:
tutto è poesia.
Piove, figlio mio, la giornata triste
gocciolando in pozze di malinconia
ossidate lacrime di grondaia.
Persino nel cantuccio dei sentimenti
pioviggina e l’onda di maestrale
piega aguzzi giunchi
di dolore.
Per abituarmi all’amarezza di sale
di questo male di vivere,
io, salicornia di pena,
nella sabbia avevo messo radici.
Me le lasciava nude ogni colpo di vento
e la pioggia non ne leniva l’arsura.
Ora, quando la vastità del cielo
in scrigni d’ombra
avara trattiene le aurore,
dalla mia mano si liberano ragni
nero-fumo e formano pizzi- ragnatele di parole
nello sfilato dell’attesa.
Così
sciolto lo stupore da lacci di necessità
tutto si fa canto e poesia
in questa strada nebbiosa che è la vita.
Ed anche se si abbuiano i sogni
nelle pastoie del tempo
non lascio più che sorrisi inacidiscano
come vino triste.
Tu me l’hai insegnato,
distillando da oscure correnti
d’angoscia
la gioia di vivere.
Guarda mio piccolo maestro, sognatore
di grandissimi sogni,
non piove più!
Rami di carbone
tracciano nella pervinca del cielo
voli che si allontanano.

Te ne andrai anche tu?

Si liberano dalla mia mano nel saluto
gabbiani di brina e di rassegnazione…
Dalla tua rondini che svelte
tornano in carezza d’allegria

dicendo: è vero! Tutto – tutto! – è poesia. —

Paola Alcioni – A mio figlio che partirà lontano

…un crepuscolo

Crepuscolo

Datemi un crepuscolo
e una spiaggia
una spiaggia
e passi senza peso
altro
che non sia
quello dell’ombra.

Non fatemi piangere
datemi
vi prego
un crepuscolo una
spiaggia infinita e orme
di gabbiani
da inseguire e nodi di vita
da sciogliere
senza rimpianti
dalle umide reti
di sogni
tirate vuote a riva.

Pregate
che il mio piede
errante
non conosca
l’aguzza spina
che il riccio
lascia a lutto
e non mi fermi il passo!

Paola Alcioni

L’ira dei mansueti

romano

Morde più vicina la fame per mancanza di lavoro, ogni ora che passa. Guadagna terreno, incalza, si fa aggressiva e cieca.

Entra in ogni famiglia e dove arriva devasta… non lascia in piedi nulla che somigli ad un progetto, neanche a quello di morire nel proprio letto.

La speranza è un disvalore. E’ debolezza che ti lascia il fianco ferito e scoperto in balia degli avvoltoi che preferiscono la carne viva.

Il tessuto sociale si assottiglia e strama… tanti, troppi scivolano verso i bordi della società.

Ed oltre: il nulla…

Ma guardatevi dall’ira dei mansueti…

P. Alcioni

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