Tramedipensieri

Lo scritto non arrossisce.

Tag: Manicomi

Carla Cerati – Chi sono e come vivono gli altri?

Carla Cerati è stata una fotografa e scrittrice.

Carla Cerati

Carla Cerati

“La fotografia le serviva per documentare il presente la parola per recuperare il passato.”

 

Scoperta casualmente così come spesso mi accade scopro una fotografa dell’anima.
Con le sue fotografie per la prima volta Carla Cerati mostra al mondo l’interno della realtà dei manicomi.

Carla Cerati

Carla Cerati

 

Il suo libro “Morire di classe” mostra il volto di una “società” fantasma ri.chiusa e inesistente.

La condizione manicomiale, fu per l’Italia dell’epoca un vero choc; era il 1969 quando venne pubblicato questo libro insieme a Gianni Berengo Gardin diede un grosso contributo alla spinta del movimento d’opinione che poi portò all’approvazione della legge Basaglia.

 

Carla Cerati - Firenze 1968

Carla Cerati – Firenze 1968

Un invito a non chiudere mai gli occhi.

***

La dimenticanza sorta
sotto il fendente,
ha catturato le pareti […]

Prepara uno straccio
per raccogliere respiri.

Che cosa fare affinché il quotidiano
torni vivibile in altro modo?
La dimenticanza si scava solchi dove il dramma
è rimosso.

Dominique Sorrente

L’inferno è in terra OPG

Nel blog di Solounoscoglio http://solounoscoglio.wordpress.com/ si è parlato di

ODG “Ospedali Pischiatrici Giudiziari

luoghi di cui l’opinione pubblica non sa, non conosce il significato effettivo.

Poichè la parola usata prima era Manicomi.

Nulla cambia con il cambiare la terminologia. Di fatto questi luoghi sono diventati dei veri lager.
Anche altri blogger hanno fatto girare questa importante informazione poichè poco si sa dell’argomento.

E’ meglio fare girare queste notizie affinchè si sappia come vivono i malati psichiatrici “detenuti” in questi Ospedali nel terzo millennnio.

ospedali-psichiatrici

“Una volta l’inferno era in terra e si chiamava Bedlam. ‘Philadelphia State Hospital’, così diceva la placca dorata fissata a una delle due massicce colonne squadrate che sostenevano il cancello d’entrata. Bedlam era l’ultima spiaggia per gli incurabili, per gli indigenti che non potevano permettersi un istituto privato, per i minori senza famiglia, per gli affetti dalla sindrome di Down. Una bolgia con poche regole che nessuno osservava, in una gara animalesca di resistenza a disumane privazioni.
Sembrava un bel posto, a guardare la bella targa d’oro con i caratteri a svolazzo e il cancello in ferro battuto. Sì, un bel posto. L’istituto nacque nel 1910 con la posa del primo mattone, a venti miglia dal centro della città di Philadelphia, in Pennsylvania, e aprì i battenti nel 1912…”

Dal libro di Kristel Reed – QI

Dear friends who live in other European countries and beyond this post speaks of “Judicial Psychiatric Hospitals.” In this regard, I wanted to know how is the situation in your country, if you are aware of their operation, the treatment meted out to these people and if the state controls its good performance.
Thank you for what you can do.
Please leave your comment below the post.
Thanks

 

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