Tramedipensieri

Lo scritto non arrossisce.

Tag: giorno

.mattino

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***

Il mattino
traccia il giorno

.definisce
figure con nomi
sotto sottili .dita
in attesa

il mattino
.cresce a mezzodì
.langue
il peso delle spalle
magre

il mattino
.lascia spazio
alla sera
smista i santi
.li conta

E’ un mattino che cede
.passi
silenziose tracce
di polvere antica

.dissolvenze
di terra che .spostano
il cielo
.lo cerca nell’ultima stella
a calar della notte

Il mattino
lascia tracce di volti.

mM

 

*

.s’abbozza

 

 

tapatim

 

 *

.s’abbozza la parola

sull’orlo del giorno

.sospesa

naviga a mezz’aria

.sbriciolandosi

con il passare

severo delle ore

*

mM

 

 

.il viso

Masao Yamamoto

Masao Yamamoto

Il giorno sgomita
.la notte
e
 va via
.a metà

riciclante

l’altra parte
.nasconde il viso
dietro
il cuscino

mM

Qua

foglia

 

 

Ogni giorno cerco qualcuno
che ha negli occhi la luminosità dell’infinito.
Ma, ahimè, gli sguardi fissano il vuoto.
Gli occhi degli estranei hanno bagliori bianchi
o grigi e sono del tutto privi di cordialità.
Dovrò dunque credere
di aver visto solo io qualcosa
che nemmeno capisco.
È penoso accettare il fatto
che qua dovrò continuare a recitare
me stessa.

J. Milic

Pieghe

Paola Rattazzi

Paola Rattazzi

Dovrei spegnere
un’immagine persistente
dagli occhi.
Bisogna che si spenga
ciò che non è stato,
il vissuto non dato,
l’attesa di un giorno
scivolato tra le pieghe
di un sogno
ad occhi aperti.

Raffaella Terribile

.è narrazione

Laura Mazzuoli

Laura Mazzuoli

.è nella notte
che nasce una poesia
occhi pieni
a guardar
fotogrammi sul
.soffitto

.è nel giorno
che nasce
occhi velati
a guardar
germogliare
.luce

.gestazione

il resto è  narrazione
.emotiva

mM

Raccolgo i colori

Delicati Mario

Delicati Mario

Lungo il prato, dove un tempo pascolavano le mucche, c’era un vecchio muro. Fra le pietre del muro, vicino al granaio, cinque allegri topi di campagna avevano costruito la loro casa. Ma quando i contadini avevano abbandonato la fattoria, il granaio era rimasto vuoto.

L’inverno si avvicinava e i topolini dovettero pensare alle scorte. Giorno e notte si davano da fare a raccogliere grano e noci, fieno e bacche. Lavoravano tutti. Tutti tranne Federico.
“Federico, perché non lavori?” chiesero. Come non lavoro, rispose Federico un po’ offeso. “Sto raccogliendo i raggi del sole per i gelidi giorni d’inverno”. E quando videro Federico seduto su una grossa pietra, gli occhi fissi sul prato, domandarono: “E ora, Federico, che cosa fai?”
” Raccolgo i colori “, rispose Federico con semplicità:   “l’inverno è grigio”
Un’altra volta ancora, Federico se ne stava accoccolato all’ombra di una pianta. “Stai sognando, Federico? ” gli chiesero con tono di rimprovero. Federico rispose: “Oh, no! Raccolgo le parole. Le giornate d’inverno sono tante e lunghe. Rimarremo senza nulla da dirci”.
Leo Leonni – Federico

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