Tramedipensieri

Lo scritto non arrossisce.

Tag: vento

Dov’è il mare

 

Paesaggio dal web

Paesaggio dal web

Macchie alte
folgorate dal vento
sbalzate
nel chiarore del mare:
sembra crollino i massi
ma restano piccoli fiori selvaggi,
aculei nati dalle pietre.
Case
che potrebbero volare
e noi pure ci nutriamo di vento,
di vento che vieta alle cose
di stare ferme, al mare
di fermarsi.
Insieme alla notte cammina il mare
va e viene da tutte le spiagge
insonne, nel buio.
Ma al mattino le case sono ancora lì
nella luce si colorano i muri
e noi solleviamo piano le palpebre
per guardare a viso aperto
il mare

il nostro e il suo respiro –
tranquilli.

Lucetta Frisa

 

Mi verso

Dal web

Dal web

Mi cucio sopra l’occhio
una postilla di vento,
quel poco di follia che mi soffi via
all’occorrenza.

Mi tengo a fior di labbra
parole ordinarie
che divorano le altre,
quelle sporche, che sguazzano
nel fondo melmoso
e si divertono.

Mi resta l’impressione
di aver lasciato che la vita
vivesse da sé dentro di me
mentre io guardavo fuori.

Mi tiro le coperte sulla testa e torno nel ventre,
nel caldo, in quel tutto
che arriva fino al nulla
e alle visioni

Rossella Zuntini

Te ne andrai anche tu?

Stella Wind

Stella Wind

Guarda
comincia a piovere…
Annodati a vento ostinato
rami di gesso
tracciano nell’ardesia del cielo
segni che non capisco.
Ma non importa:
tutto è poesia.
Piove, figlio mio, la giornata triste
gocciolando in pozze di malinconia
ossidate lacrime di grondaia.
Persino nel cantuccio dei sentimenti
pioviggina e l’onda di maestrale
piega aguzzi giunchi
di dolore.
Per abituarmi all’amarezza di sale
di questo male di vivere,
io, salicornia di pena,
nella sabbia avevo messo radici.
Me le lasciava nude ogni colpo di vento
e la pioggia non ne leniva l’arsura.
Ora, quando la vastità del cielo
in scrigni d’ombra
avara trattiene le aurore,
dalla mia mano si liberano ragni
nero-fumo e formano pizzi- ragnatele di parole
nello sfilato dell’attesa.
Così
sciolto lo stupore da lacci di necessità
tutto si fa canto e poesia
in questa strada nebbiosa che è la vita.
Ed anche se si abbuiano i sogni
nelle pastoie del tempo
non lascio più che sorrisi inacidiscano
come vino triste.
Tu me l’hai insegnato,
distillando da oscure correnti
d’angoscia
la gioia di vivere.
Guarda mio piccolo maestro, sognatore
di grandissimi sogni,
non piove più!
Rami di carbone
tracciano nella pervinca del cielo
voli che si allontanano.

Te ne andrai anche tu?

Si liberano dalla mia mano nel saluto
gabbiani di brina e di rassegnazione…
Dalla tua rondini che svelte
tornano in carezza d’allegria

dicendo: è vero! Tutto – tutto! – è poesia. —

Paola Alcioni – A mio figlio che partirà lontano

Trottole

Marikafoto

Marikafoto

I bambini hanno gambe come ali
per correre dietro al vento
hanno pianti e abbracci per dirti
che hanno bisogno di un nido
non hanno parole ma gridi
e fruscii di insetti.

Non hanno più case certe
fiabe appese al sonno
trastulli d’erba rane verdi
trottole collane di margherite.

I bambini hanno dei mali strani
con i nomi acronimi dall’inglese
e ingoiano pastiglie e sono buoni
rintronati e quieti.

Maledetti noi che non sapemmo
fare di noi disdetta
e seminiamo punte di selci
bombe a grappolo intelligenti
e scandiamo parole d’ordine
omicide nel senso. Maledette.
I bambini ci guardano imparano
e di noi superbi faranno disdetta
o per vergogna si chiuderanno
a questa vita
a questo mondo

Narda Fattori – su  http://giardinodeipoeti

La casa vicina

sappho_et_amicae

sappho_et_amicae

Un uomo che non è passato attraverso l’inferno delle passioni non le ha mai superate: esse continuano a dimorare nella casa vicina, e in qualsiasi momento può guizzarne una fiamma che può dar fuoco alla sua stessa casa.

Se rinunciamo a troppe cose, se ce le lasciamo indietro e quasi le dimentichiamo, c’è il pericolo che ciò a cui abbiamo rinunciato o che ci siamo lasciati dietro le spalle ritorni con raddoppiata violenza.

Carl Gustav Jung – Ricordi sogni riflessioni

La porta di Babilonia

christine-elfman

christine-elfman

Ricevo le tue parole nella notte
quando i pensieri sono bestie allo sbando,
cuori forsennati inseguiti dai leoni
e da feroci predatori.

La porta di Babilonia sono io:
avrei dovuto allontanarti
la prima volta che ti ho vista,
sarebbe stato saggio.

Eri la millesima donna che passava di là
io le avevo divorate tutte senza vergogna
era il mio passatempo preferito
contro il buio dei secoli a venire,
il solito vento che alla sera arriva dal mare
e cancella ogni traccia sulla sabbia.

Ricevo le tue parole nella notte
e resto muto perchè nessuno possa ascoltare.
La verità è così dolorosa da essere bella
e la bellezza intensa e pericolosa.
La chiave della porta eri tu
erano le tue parole,
il tuo corpo innamorato.

In questo risiede la mia colpa:
sono un vecchio e disilluso sognatore
con il cuore di un bambino.

Anna Spissu da “Lettere da Atlantide”

…carmen

Antonio SidibГЁ

Antonio SidibГЁ

Che fa mai il vento?
Che fa con i tuoi splendidi capelli?
Come si permette,
di scherzare intruffolando
le sue luride dita ventose
dentro il cappotto dell’amore mio?

Che fa poi il sole, che fa?
non vedi come ti guarda?
E quel lampione?
E le rondini nel cielo?
E quell’omino laggiù in fondo?
che sembrerebbe appena
un puntino privo d’occhi

ma ti assicuro che guardava.

Pietro Othello*

… come chiodi

Leggere...è sognare

.«bisogna piantare le parole come chiodi / che non le prenda il vento»

M. Anaghnostakis

Due rive

Ventomare

Senza appoggio di sponda, affidarsi
Non al mare, ma al vento.

Char – Sereni

Reti come trame.

Reti

Meraviglioso.
Alzarsi presto quando tutti dormono.
Tenere ancora quel senso di sonno e silenzio che ti permette di prendere possesso del tuo essere.
Fare colazione, leggere e guardare fuori da finestra per vedere e ritrovare le stesse cose ti ………………r i – a s – s i –  c u – r a…

Vedo il mare, il blu del mare, nuvole che coprono, in parte, il cielo.
Al porto, in lontananza le barche rientrano portano con s’è fatica notturna e scintille d’argento…e un mondo che si è alzato all’alba.
Reti.
Reti da pesca in attesa, sul molo.
Aspettano di essere prese e cucite accarezzate da mani pazienti…trame di pensieri.
Un cumulo di pazienza solo per loro, ore dorate, per ricucire strappi, buchi dove la vita ha lottato….
Cumuli di rete.
Gabbie.
Odori.
Voli di gabbiani.
Custodi di segreti.
Ma dove hanno il loro nido i gabbiani?

“A volte si spingono oltre il porto, sopra la città…
Pare vogliano raccontare ciò che hanno visto, oltre quella linea d’orizzonte dove si avventurano con le ali gonfie di vento.
Gabbiani con l’espressione sempre uguale: indistinguibile.
Sguardo fisso che guarda in avanti…lontanissimo.

Loro sanno cosa c’è al di la dell’orizzonte.

Che non è una linea, no…è una curva di speranza. è unione . è discacco di lontanaza. e a seguirla con i polpastrelli e sentire i battiti del mare.

mM

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