Tramedipensieri

Lo scritto non arrossisce.

Tag: terra

…ogni giorno

Michele Montanaro

Michele Montanaro

Si germoglia
nascendo e invecchiando,
amando.
Ogni giorno, come fosse
sempre il primo
di ogni era
e fosse sempre lo stesso
di semina e attesa
sotto la pioggia.
Germogliare
dal pugno di un seminatore
di tulipani
o nei pensieri di qualcuno
che si conosce appena.
Per caso,
senza colpa negli occhi
e nelle braccia aperte,
rami di ogni mio inverno…
Un graffio di terra inodore,
basta a fecondare pietre.

Sonia Tri

La bacchetta divinitoria

La rabdomanzia consiste nella capacità di alcuni soggetti di individuare l’acqua sotterranea o altri oggetti posti nelle profondità della terra quali giacimenti minerari, siti archeologici.

Il rabdomante impugna la bacchetta per i rami laterali tenendo i pugni chiusi con i pollici verso l’esterno. Quando il rabdomante crede di avvicinarsi all’obiettivo della sua ricerca, la terza estremità della bacchetta comincia a oscillare e in certi casi compie delle rotazioni complete dall’alto verso il basso o in senso opposto.

Rabdomante - Statuetta ritrovata in Sardegna

Rabdomante – Statuetta ritrovata in Sardegna

Secondo la geobiologia tutti i materiali vibrano e irradiano. La terra secondo il dr. Ernst Hartmann è coperta da un insieme di fasce elettromagnetiche, verticiali ed orizzontali chiamata, appunto, Rete di Hartmann.

“L’uomo è un’antenna ricevente sensibilissima, capace di captare le onde trasmesse nell’ambiente e di emettere, a propria volta, vibrazioni. La capacità di percepire le radiazioni emesse da corpi viventi o non viventi si chiama “radiestesia” e si effettua in ambienti chiusi con un pendolino libero di oscillare appeso ad un filo che si tiene fra le dita.

Nel caso invece in cui si effettui in ambienti aperti, utilizzando una bacchetta tenuta in mano, si parla di “rabdomanzia”. Pendolino e bacchetta sono come amplificatori delle percezioni.

Un rabdomante raffigurato nel XVIII secolo in Histoire critique des pratiques superstitieuses, (Jean-Frederic Bernard, 1733–1736)

Un rabdomante raffigurato nel XVIII secolo in Histoire critique des pratiques superstitieuses, (Jean-Frederic Bernard, 1733–1736)

Grandissime civiltà fra cui gli Egizi, gli Etruschi, i Greci, i Sumeri, i Cinesi e anche i Sardi, se ne servivano come una radio per “sintonizzarsi” sulla frequenza dell’oggetto che interessava: l’acqua, per esempio, indispensabile alla vita.

Questa pratica probabilmente iniziò in diverse parti del mondo in maniera casuale, quando un bastoncino tenuto in mano diede segni di movimento del tutto spontanei. Possiamo immaginare lo stupore di quegli uomini: questo fatto fu inizialmente attribuito agli spiriti, ma in seguito iniziò alle magiche forze della Madre Terra da cui nacquero profonde tradizioni” –

http://www.uomoterra.it/campi-di-attivita/articoli/117-intervista-a-mauro-aresu-a-cura-di-paola-biondi

Radmante

Pare che questa pratica venga considerata come “divinitoria” non avendo nessun riscontro scientifico.

http://www.boegan.it/studi-e-ricerche/folklore/rabdomanzia/

Haiku (05)

acqua leggera
lievi petali bagna
miraggi d’aria

mM

 

Ritorno

Ritorno

Non c’è ritorno.
Però ci sono alcuni movimenti
che si assomigliano al ritorno
come il fulmine alla luce.

E’ come se fossero
forme fisiche del ricordo,
un volto che torna a formarsi tra le mani,
un paesaggio sprofondato che si reinstalla nella retina,
cercare di misurare ancora la distanza che ci separa dalla terra,
tornare a verificare che gli uccelli continuano a vigilarci.

Non c’è ritorno.
Ciò nonostante,
tutto è una aspettativa all’incontrario
che cresce all’indietro.

Roberto Juarroz

Non si è sardi….

Fotografia di Valeria Gentile

Fotografia di Valeria Gentile

Non si è sardi per sbaglio.

Quando si respira il profumo dei ginepri e del sughero, quando si ascolta il potente silenzio emanato da nuraghi e tombe dei giganti, lo si comprende negli angoli più intimi del proprio essere.

Non si è sardi per caso, o per mano del destino. Non si è sardi grazie a qualche magico incantesimo di avi millenari, parole segrete pronunciate a lume di candela e note di launeddas, in stanze buie ai confini della Terra.

Per sentirsi a casa in luoghi incredibili se non vissuti sulla propria pelle, luoghi alla rovescia, dove il tempo sembra fare piroette su sè stesso e occorre andare piano per non cadere dal bordo del mondo.

Si è sardi perché è la Sardegna a scegliere.

Valeria Gentile

Mnemosyne

L’orizzonte è la linea dove Terra e Cielo si uniscono.

Il cielo e la terra: nel mito Ouranos e Gea.

Dall’unione di Ouranos e Gea nasce Mnemosyne, la memoria.  

In Mnemosyne c’è traccia dell’origine, cioè di quel confine nel quale la terra e il cielo  si toccano, congiungono, sovrappongono.

Orizzonte

L’orizzonte è la linea dove il cielo s’innamora della terra, la corteggia, l’abbraccia, e con essa si congiunge.

La lontananza scende a farsi presenza. E la terra accoglie sopra di sé, in sé, il cielo, generando Mnemosyne.

Ossia ciò che si fa immagine, racconto, ritmo.

Ciò che preserva il tempo contro il morire del tempo.

Antonio Prete

E’ Pasqua, è primavera

La primavera

Buona Pasqua di Primavera!

Che le messi crescano per i nostri bisogni terreni
che la terra sia ubertosa
e che i campi verdi siano bellissimi”…..

mM

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