Tramedipensieri

Lo scritto non arrossisce.

Tag: sogno

Confida in me

 

sonntags

sonntags

Non si è amici per caso.
Arte sublime l’amicizia.
E’ alchimia
di sguardi,
risa,
parole,
momenti.
Essere per l’amico
mollica
ma anche ruvida pietra
o caldo mantello
per un cuore che ha freddo,
spalla giusta
per accogliere il dolore.
Dare e offrire
senza nulla chiedere.
Prendere su di sè la tristezza
per capirla,
tendendo l’orecchio dell’anima,
partecipi
senza giudizi e idealismi.
E dire:
– Se rincorri un sogno,
non farlo volar via,
amico mio;
agganciamolo assieme,
colorato palloncino di poesia
che grida realtà, realtà!
Avere quasi il coraggio di dire:
confida in me…
ma nel caldo silenzio,
nel sussurrante silenzio
delle parole non dette.

Ivana Masala – L’amicizia

Sileinzi

elkabong

elkabong

Mi butta giù dal letto
questo silenzio che stordisce.

Buio, aria immobile
e poi il nulla più completo.

Ho bisogno di darmi un pizzicotto
per essere sicuro che non sogno.

Paolo Gagliardi

 

.soffi di-vento

Schiarita pomeridiana - Acquerello 291012 part.

.favola nasce
dalla sorgente
dell’ aia

.ingresso di sogno
custodisce
pensieri disordinati
.appaiati

racconta.mi
soffi di vento
.bonacce
.mareggiate

di
vetro smunto
di
frammenti d’orzo
di
luce d’avena

al .tramonto

mM

Senza casa

Piero Fornasetti

Piero Fornasetti

I piedi sempre leggeri
le ali pronte per partire
e il sogno più in là

di te stessa.

Noberto Silva Itza

…trascinati via.

12

“C’è qualcosa che non va in me.
Voglio soltanto vivere con l’intimo io del prossimo.
……
Cerco soltanto il sogno e l’isolamento.
Ho paura che ognuno parta, vada via,
che l’amore muoia in un istante.
Guardo la gente che cammina per la strada,
che cammina e nient’altro, ed è questo che sento:
camminano, ma vengono anche trascinati via.
Sono parte di una corrente.”

Anais Nin

Paura

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Stanotte ho fatto un sogno.
Non ricordo niente,
se non di aver avuto
tanta paura…

Bovary. La signora

Anke Merzbach


..”Eh, non sapete che ci sono anime in perenne tormento? Aspirano via via al sogno e all’azione, alle passioni più pure, ai godimenti più furibondi, e così sprofondano in ogni sorta di fantasie, di follie.”
Allora (Emma) lei lo guardò come si contempla un viaggiatore che abbia visto paesi straordinari. Riprese : “Non abbiamo nemmeno questa distrazione, noi, povere donne.”
“Triste distrazione se non vi si trova la felicità.”
“Ma è mai possibile trovarla?” lei domandò.
“Sì, prima o poi è possibile.”
“Prima o poi è possibile- ripeté Rodolphe,- prima o poi, all’improvviso e quando ormai si disperava. Allora orizzonti si schiudono e pare che una voce gridi :”Eccola”. Si è spinti a confidarle la nostra vita a quella certa persona, a darle tutto, a sacrificarle tutto.

Non c’è bisogno di alcuna spiegazione, ci s’intende. Ci si era già confusamente visti nei sogni – e la guardava. – Eccolo insomma quel tesoro tanto a lungo cercato, eccolo a portata di mano, rifulgente, scintillante. Pure si dubita ancora, non si ha il coraggio di credere, si è abbagliati, al pari di chi esce dalle tenebre alla luce.”


Gustave Flaubert

Sogno


“Sogno

un risveglio impossibile

un giorno sceglierò

come vivere.”

” Libertà” di Lorenzo Negri

Il popolo del sogno

IL TEMPO DEL SOGNO

In quel bel giorno un raggio di sole illuminò quella pianura infinita. La terra cominciò a tremare, a sussultare, a ingobbirsi e infine ad aprirsi in squarci sparsi qua e là.

Fu da quelle aperture che uscirono Loro. Loro erano le “creature sognanti” i capostipiti di tutti gli uomini e le donne e di tutte le specie animali e vegetali che avrebbero in seguito popolato il mondo.
Molti di essi erano esseri giganteschi, altri avevano dimensioni più ridotte. Avevano caratteristiche umane ma nello stesso tempo similitudini con varie specie animali e vegetali oppure con fenomeni naturali come il vento o il fuoco, simbolo di purificazione e di rinnovamento della Natura.

Da essi nacque, come detto, la vita delle varie specie ma prima di tutto andava forgiata la dimora che avrebbe accolto quelle vite future. Fu dalle diverse azioni che compirono – Tjukuritja nella lingua di Kooky – che si delinearono i contorni di quella immensa dimora: i paesaggi e le molteplici manifestazioni naturali in essi presenti. Mentre vagavano da un territorio all’altro quelle creature ancestrali “crearono” l’ambiente accompagnando ogni loro gesto con dei canti che avrebbero dato ai loro discendenti gli insegnamenti da seguire nei tempi a venire, le regole per vivere fra le meraviglie che essi stavano plasmando per loro.

Essi, quindi, scrissero nel territorio le loro leggi imprimendo in esso gli effetti delle loro azioni: un lago dove avevano scavato per trovare l’acqua, una spaccatura dove qualcuno di loro aveva scagliato una lancia combattendo o cacciando, e così via.

La loro permanenza sulla terra fu costellata da miriadi di avventure che dettero vita a tante leggende, leggende che sono tuttora fatte rivivere dai loro discendenti attraverso i vari rituali e le pitture. Nel loro girovagare quegli esseri mitologici tracciarono quindi dei percorsi cantando il nome di ogni cosa che incontravano, la terra non sarebbe mai stata quella che è adesso senza quei canti! I componenti dei vari clan (gruppi familiari) delle tribù aborigene sono considerati quindi i diretti discendenti di quegli avi. Come tali sono suddivisi a seconda dell’essere totemico a cui appartengono: dall’Antenato Coccodrillo provengono i clan degli “Uomini Coccodrillo”; dall’Antenato Formica provengono i clan degli “Uomini Formica”; dall’Antenato Emu provengono i clan degli “Uomini Emu” e così via… tutti figli di quelle antiche Entità iniziatrici del mondo.

Un giorno la loro opera di creazione terminò; molti tornarono nuovamente nelle viscere della terra da cui erano venuti mentre altri rimasero dov’erano pietrificandosi, lasciando che le molecole che formavano i loro corpi si fondessero con l’ambiente circostante. Secondo alcuni miti ci fu anche chi salì sopra, oltre le nuvole, fino a raggiungere le stelle.

Ogni clan ha la sua leggenda, ogni clan ha il suo ciclo di canti, ogni clan ha il suo proprio sito sacro, cioè il luogo in cui il rispettivo progenitore compì qualcosa di memorabile ed eroico e lasciò le sue “cellule vitali” che generarono i discendenti.

Ogni clan ha dunque il suo Sogno. Un Sogno da celebrare periodicamente attraverso riti ripetuti da millenni.

Ogni pittura aborigena è un sogno della creazione, spiegazione dell’origine della vita, principio generativo del presente.

“Yhi, la dea aborigena del Tempo del Sogno”, di Mary Novak, sciamana”.

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