Tramedipensieri

Lo scritto non arrossisce.

Tag: radici

Te ne andrai anche tu?

Stella Wind

Stella Wind

Guarda
comincia a piovere…
Annodati a vento ostinato
rami di gesso
tracciano nell’ardesia del cielo
segni che non capisco.
Ma non importa:
tutto è poesia.
Piove, figlio mio, la giornata triste
gocciolando in pozze di malinconia
ossidate lacrime di grondaia.
Persino nel cantuccio dei sentimenti
pioviggina e l’onda di maestrale
piega aguzzi giunchi
di dolore.
Per abituarmi all’amarezza di sale
di questo male di vivere,
io, salicornia di pena,
nella sabbia avevo messo radici.
Me le lasciava nude ogni colpo di vento
e la pioggia non ne leniva l’arsura.
Ora, quando la vastità del cielo
in scrigni d’ombra
avara trattiene le aurore,
dalla mia mano si liberano ragni
nero-fumo e formano pizzi- ragnatele di parole
nello sfilato dell’attesa.
Così
sciolto lo stupore da lacci di necessità
tutto si fa canto e poesia
in questa strada nebbiosa che è la vita.
Ed anche se si abbuiano i sogni
nelle pastoie del tempo
non lascio più che sorrisi inacidiscano
come vino triste.
Tu me l’hai insegnato,
distillando da oscure correnti
d’angoscia
la gioia di vivere.
Guarda mio piccolo maestro, sognatore
di grandissimi sogni,
non piove più!
Rami di carbone
tracciano nella pervinca del cielo
voli che si allontanano.

Te ne andrai anche tu?

Si liberano dalla mia mano nel saluto
gabbiani di brina e di rassegnazione…
Dalla tua rondini che svelte
tornano in carezza d’allegria

dicendo: è vero! Tutto – tutto! – è poesia. —

Paola Alcioni – A mio figlio che partirà lontano

Vita da scegliere

Giuseppe Nucci

Giuseppe Nucci

Noi due siamo stati
le piante più alte del prato
gli steli resistenti al vento,
il caldo non ci poteva bruciare
e per il freddo bastava la forza alle radici.

Non sapevamo che ci sono terre riarse,
calure insostenibili alle foglie.
Noi due pensavamo
alla vita da scegliere
ai fiori da far sbocciare, alla linfa calibrata
alle foglie, alle stagioni da attendere.

Che eravamo diventati sassi,
erba secca al fiume
non lo abbiamo neppure visto,
non ce ne siamo accorti,
il tempo è stato un distruttore perfetto.

C’ è stato un vento che ha soffiato più forte alle radici
e per resistere ci siamo divorati,
abbiamo rinunciato a tutto, persino al prato.
Oggi che siamo sassi coperti di muschio
cerchiamo ancora un’ansa del torrente dove attecchire.
Tra la schiuma riconosciamo tutti,
sassi e steli e insetti
di ogni stagione, di calura e inverni,
come tutti abbiamo smesso di essere speciali.

Alle volte però, ci copre ancora un fiore, una viola.
E per quella, ancora,
speriamo.

Anna Spissu da “Il generale e il suo guerrigliero”

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