Tramedipensieri

Lo scritto non arrossisce.

Tag: isola

L’anno che non esiste

victoria soderstrom

victoria soderstrom

Se quest’anno avesse un tempo
e il sole il suo gemello
io ti cercherei

Tu saresti terra
allora
la mia terra

Se l’acqua si facesse aria
e il vento spargesse luce
io ti troverei

E mare sarei io allora
il tuo mare

Se tu avessi un volto
e nei tuoi capelli
dimorasse il fuoco
io ti guarderei

Vedrei allora la bellezza che canta
il mistero mostrarsi
la mia anima farsi isola

vedrei te

Max Mosè

Albini

L’asino sardo originario dell’Etiopia, fu introdotto in Sardegna all’inizio del III millennio a.c. con lo sviluppo del commercio marittimo.

Infatti dall’Africa orientale passò in Egitto, nella valle del Nilo, poi venne importato nell’Asia Minore e nell’Egeo, Grecia e penisola balcanica, Sicilia e Sardegna ove, per le caratteristiche condizioni ambientali, subì una riduzione della taglia originaria.

Albini

Una delle fonti ritiene che il nome Asinara sia stato assegnato all’isola dai navigatori arabi intorno al VI-VII secolo. Nelle carte geografiche medievali troviamo i nomi di Asenara, Acinara, Sinara.

Nell’800 il Marchese di Mores, duca dell’ Asinara, importò dall’Egitto l’asino bianco che veniva utilizzato per la soma.

Il nome Asinara compare nel 1275 nella carta Pisana e fu attribuito in quanto nell’isola erano presenti asini in alta concentrazione.

Albini due
Nonostante questa sia la tesi più probabile sulle origini dell’asino bianco ce ne è un’altra più suggestiva che racconta del naufragio di un vascello sul finire del 1700 proveniente dall’Egitto verso la Francia, carico di asinelli che sarebbero riusciti a guadagnare la riva dell’isola dell’ Asinara.

In due anni gli asini bianchi dell’ Asinara sono aumentati del 20 per cento che  indica il buono stato di salute e le condizioni ambientali ottimali del luogo dove i simpatici animali vivono.

Le ultime rilevazioni arrivano a conclusione del censimento portato a termine dall’Osservatorio faunistico  che è destinato a diventare un centro di interesse internazionale,  capace di richiamare scienziati e studiosi da tutto il mondo.

Edizione straordinaria

No, ecco era solo per dire…che i Nuraghi NON sono “magazzini”.

No, that’s just saying … that the Nuraghes are NOT “warehouses”.

No, eso es sólo decir … que los Nuraghes NO son “depósitos”.

Nie, to tylko, że … że nuraghi nie są “magazyny”.

Όχι, αυτό είναι απλά λέγοντας … ότι οι Nuraghes δεν είναι “αποθήκες”.

Tidak, itu hanya mengatakan … bahwa Nuraghes TIDAK “gudang”.

Nu, e doar spune … că Nuraghes nu sunt “depozite”.

いいえ、それはただ言っている… Nuraghesは”倉庫”されていないこと。

不,這只是說…的Nuraghes是不是“倉庫”。

Nuraghe
I numerosi nuraghi disseminati nell’isola di Sardegna occupano un posto di rilievo fra i monumenti lasciati nel bacino del Mediterraneo Occidentale dalle varie culture che nell’antichità vi si sono succedute.
Questi maestosi edifici hanno un ruolo fondamentale nel paesaggio sardo, tanto da imprimersi nella mente del visitatore come elemento caratteristico di una terra misteriosa e straordinaria e da assurgere a simbolo ed emblema di un intero popolo.

Sono circa settemila quelli che, conservati più o meno bene, sono giunti fino a noi.

Il nome di questo caratteristico monumento deriva dal vocabolo nurra, che significa “mucchio”, “accumulo”, ma anche “cavità”. Ed è forse proprio per questo doppio significato che il termine è stato applicato alla forma originaria del nuraghe, una costruzione venuta su per “accumulo” di grosse pietre con interno occupato da una camera coperta a cupola e pertanto “cava”.

(Questo perchè mi è capitato in mano un’articolo di qualche anno fa)

http://archeologianuragica.blogspot.it/2010/08/che-servivano-i-nuraghi.html

For you

For you

 dietro la finestra
.mobile
in ogni click
.veloce
pensiero  parola immagine
.semplicemente
lascio l’isola
.curiosamente
mi mancherete

A presto
mM

Il coraggio sopravvive

Christine Lebrasseur

Christine Lebrasseur

Nel caso in cui finissi in un’isola deserta … (ad esempio)

Porterei una matita … e carta bianca.
Potrei resistere un mese senza cibo,
forse una settimana senz’ acqua.
ma non arriverei all’una, né all’altra meta
se non avessi nel frattempo partorito le parole,
concepite dagli istinti, cresciute dalla paura
e gestite nella solitudine dei sensi.

Il coraggio sopravvive.

Michela Ruggiero

Emozioni

 

Pedalano veloci i pensieri e la fantasia verso i sogni…

Pedalano emozioni ed i ricordi..

E. Martina

 

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