Tramedipensieri

Lo scritto non arrossisce.

Tag: guerra

Catlina

 

Laura su flickr

Laura su flickr

 

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Ci sono dei racconti, di vite vissute, che colpiscono in modo particolare senza un motivo apparente.
Sarà anche dovuta alla capacità del narratore?
Io credo di si…

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“Nella vita abbiamo avuto tutti dei momenti fondamentali, di quelli che ci tornano in mente negli anni più stanchi dell’esistenza, quando siamo sfiorati dal dubbio d’essere vissuti invano. Si tratta, spesso, d’immagini frammentarie, brevi sequenze che non ricordiamo bene, né giureremmo che le cose sono andate davvero così. Può essere un viso sorridente che si è chinato su noi quand’eravamo bambini, oppure le nostre mani infantili che afferrano le sbarre di una ringhiera troppo alta – gli occhi serrati ma già determinati ad aprirsi sulla vertigine del terzo piano. Mi vedo spaventato, le gambe irrigidite e le mani appoggiate al centro del manubrio di una vecchia Vespa 50 che mia madre sta guidando. Tanti momenti, importanti per me, ma niente di paragonabile a un momento fondante.

Mi piace chiamare così uno di quei momenti che pochi hanno l’onore (o la sventura) di provare. Non è obbligatorio vivere a lungo per provarne uno, ma se lo proviamo da giovani ce lo porteremo addosso per tutto il resto della vita. Mia nonna ha vissuto un momento del genere quand’era già adulta, molto prima che io nascessi.

Mia nonna non dava consigli, raccontava quel momento fondante senza capire perché le fosse accaduto.
…non assomigliava affatto a una candida vecchietta, ma piuttosto a una zingara”

*

Il racconto di Claudio Ughetto
Qui

.non guardare

dal web

Fatih Ozenbas

 

*

“Non so se esista un premio fotografico all’altezza di questa fotografia. 

E’ la foto di una bambina palestinese, di Gaza. Guardate bene.

Chiude gli occhi della sua bambola, perché non veda la mostruosità di una guerra di sterminio.  I bambini hanno più umanità dei grandi.

Piango per il nostro egoismo collettivo.”

G. Chiesa

.laggiù

korper

korper

Cara amica,
Ti scrivo da questa
Orma di terra
Senti questo grido
Di bimbi?

Laggiù
In ogni dove
il nostro 
_benessere_

Sempre
Fino a che non so

mM

Ciò che siamo

Luca Beolchi

Luca Beolchi

Siamo in guerra ed è una guerra di accerchiamento, ognuno di noi assedia l’altro ed è assediato, vogliamo abbattere le mura dell’altro e mantenere le nostre.

L’amore verrà quando non ci saranno più barriere, l’amore è la fine dell’assedio.

Dentro di noi c’è una cosa che non ha nome, e quella cosa è ciò che siamo.

Josè Saramago

Pensa agli altri

arte

Mentre prepari la tua colazione, pensa agli altri,
non dimenticare il cibo delle colombe.
Mentre fai le tue guerre, pensa agli altri,
non dimenticare coloro che chiedono la pace.
Mentre paghi la bolletta dell’acqua, pensa agli altri,
coloro che mungono le nuvole.
Mentre stai per tornare a casa, casa tua, pensa agli altri,
non dimenticare i popoli delle tende.
Mentre dormi contando i pianeti, pensa agli altri,
coloro che non trovano un posto dove dormire.
Mentre liberi te stesso con le metafore, pensa agli altri,
coloro che hanno perso il diritto di esprimersi.
Mentre pensi agli altri, quelli lontani, pensa a te stesso,
e di’: magari fossi una candela in mezzo al buio.

Mahmoud Darwish

 

La culla

12 maggio

« Venne anche mio padre, quel giorno, accanto alla nuova culla, e parlammo della nostra vita, e di quella nuova vita […] dovemmo concludere che avevamo fallito […] se c’erano state due guerre mondiali con tanti morti, e la miseria e la fame, e così scarsa sicurezza di vita e di lavoro e di libertà per gli uomini del mondo.

Io conclusi che non doveva più accadere tutto questo, che non volevo che mio figlio, come me e come mio padre, rischiasse un giorno di morire o di uccidere, di soffrire la fame o di finire in carcere per avere idee sue, libere. Non potevo neppure più rinunciare ad avere fiducia nel mio mondo e nei miei simili, chiudermi in un bel giardinetto umanistico e di ozio incredulo, soddisfatto dell’aforisma che al mondo non c’è nulla di vero.

Dovevo scegliere, la presenza di mio figlio me lo imponeva, non potevo neppure pensare di risolvere il problema individualmente, o di rimandarlo a più tardi, cercare, al momento buono, di truffare l’Ufficio leva, o creare per mio figlio una situazione di privilegio […]

Non ci sarà soluzione sicura per mio figlio se non sarà sicura anche per tutti i bambini del mondo.

Luciano Bianciardi

Portrait

Squarci

I contadini-reduci avevano per me un grande fascino: non mi parlavano mai delle loro esperienze di guerra, ma sentivo che esse emergevano da un abisso misterioso e terribile, che faceva loro apprezzare in maniera nuova il solo fatto di essere vivi; sorridevano con franchezza e stupore al sole e alla gente, e giocavano coi bambini come se i bambini fossero importanti e preziosi.
Invece i reduci-ufficiali che ogni tanto capitavano da mio nonno, con gli stivali e i capelli lustri e le uniformi attillate, arroganti e loquaci, erano odiosi e consideravano i bambini una seccatura. “Portano il busto”, diceva mia madre con disprezzo, lei che il busto non lo aveva portato mai, nemmeno quando la moda lo imponeva.

Joyce Lussu – Portrait
Dagherrotipo di un soldato della guerra civile

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