Tramedipensieri

Lo scritto non arrossisce.

Tag: fotografia

Pablo Volta, l’ occasione per indagare le pieghe più nascoste dell’umanità.

Per me che arrivavo da Parigi, la vostra isola fu uno choc. Così amava dire il fotografo Pablo Volta, italiano d’Argentina, sardo d’adozione

«Lo choc fu tale che decisi di non andarmene più».

Sardegna. Mamojada Venditori di libri

Sardegna. Mamojada Venditori di libri

 

Nasce il 3 gennaio 1926 a Buenos Aires da padre toscano, giornalista, e madre argentina, di origini italiane.
Esegue i primi scatti nella Berlino devastata dai bombardamenti. Rientrato in Italia si occupa di cronaca nera e di cinema, ed è tra i fondatori della Fotografi Associati, prima cooperativa di fotografi in Italia. Nel 1932 quando è ancora bambino la famiglia si trasferisce in Italia.

Nuoro Estate 1956

Nuoro Estate 1956

Nel 1949 a Berlino, segue un corso di Elementary Photography, organizzato dall’esercito di occupazione americano. Collabora diversi anni con il settimanale il Mondo. Nel 1952 costituisce insieme a Franco Pinna, Plinio De Martiis, Caio Maria Garrubba, e Nicola Sansone la cooperativa Fotografi Associati, che verrà sciolta nel 1954 a causa di difficoltà economiche[1].

Nel 1957 fotografa il Carnevale di Mamoiada.

Pablo Volta - Mamuntones

Pablo Volta – Mamuntones

Giunse in Sardegna nel dicembre del 1954 per eseguire una serie di fotografie a Orgosolo, in vista di una nuova edizione, illustrata, dell’lnchiesta su Orgosolo di Franco Cagnetta, già pubblicata con grande risonanza sulla rivista Nuovi Argomenti.
Quel mondo del tutto sconosciuto lo colpì profondamente, e Volta ritornò in Barbagia anche negli anni immediatamente successivi.

 

Pablo Volta - ragazza con costume di Desulo

Pablo Volta – ragazza con costume di Desulo

«Le donne barbaricine non compivano gesti inutili, erano essenziali. Come statue greche. Anche nei loro vestiti, alcune “vestivano alla moderna”, ma sempre una moda passata»

Nel 1966 partecipa come giornalista al programma Cinq Colonnes à la une della televisione francese con una serie di trasmissioni sulla Sardegna.

Nei primi anni settanta richiamato dall´interesse per la Sardegna scopre il fenomeno del muralismo.
Le sue fotografie figureranno in una grande mostra sull’arte muraria nel mondo, a Caen, in Normandia, nel 1981 e negli anni seguenti gira l´Italia.

Nel 1987, per amore della Sardegna sceglie di stabilirsi nel “paese museo” di San Sperate.

«È stato importantissimo il contributo dato da Pablo Volta alla cultura figurativa italiana. Il suo è stato uno sguardo semplice e militante, capace di cogliere le sfumature più sensibili nella vita quotidiana della gente sarda»

Laconi in festa - 1956

Laconi in festa – 1956

 

Dopo una vita dedicata alla sua passione per la fotografia, si è spento il 28 luglio 2011 all’età di 85 anni a causa di un male incurabile.

.incontro

Ian Berry

Ian Berry

*

Ian Berry, tempo di Natale.

Due fratelli si incontrano dopo essere stati separati dal muro. Germania Ovest. Berlino (1963)

*

http://www.ingirogiro.org/photographers/254-ian-berry.html

Sopra noi

Bastien Wilmot

Bastien Wilmot

I colori del cielo

(e il suo orizzonte)

Giuliana Traverso: mi innamoro di tutto ciò che fotografo.


Era il mitico 1968 e Giuliana Traverso aveva dato inizio ad un corso, “Donna Fotografa”, a Genova, città di nascita. Dal 1979 anche a Milano. Da quel corso moltissime le donne uscite dall’amatorialità per un percorso autoriale, determinate nella creatività e nell’impresa di voler fotografare.

Giuliana Traverso ha sempre lavorato parallelamente, come fotografa e come divulgatrice. Le sue immagini rimandano ai grandi autori del surrealismo, in una ricerca del grottesco, del mancante, del particolare, del volto contratto in una smorfia, della geometria. Si definisce “giornalista del visuale” e certo non vogliamo andarle contro, accettando tutto ciò che ci regala, dallo sguardo alle lezioni.

Giuliana Traverso

Una foto esprime un sentimento, è uno sguardo innamorato sulle cose.

Giuliana Traverso comincia a fotografare 38 anni fa. La sua grande passione diventa un modo per esprimersi. Viaggia il mondo, Cina, America, Francia, Irlanda. Lega alla macchina fotografica il suo linguaggio di donna e decide poi di insegnarlo.
Si impegna nel progetto Donna Fotografa, la prima vera scuola di fotografia esclusivamente al femminile, insegna a Milano e a Genova. E questa rimane per anni la sua caratteristica principale: i suoi corsi si rivolgono alle donne soltanto. Insegna loro a esprimere la loro personalità, indipendentemente dai vincoli imposti dalla tecnologia.
Quest’anno, per la prima volta, lei terrà corsi anche per uomini.

Giuliana Traverso

Giuliana Traverso

Perché dopo così tanto tempo?
Ci ho riflettuto a lungo. Il mondo dell’uomo è altrettanto complesso che quello della donna e ci ho messo molto a capirlo. Certo questa decisione non sarà vista di buon occhio dalle mie allieve, ma ho cercato di mantenere le differenze. Ad esempio nel Galateo della fotografia, una serie di lezioni dedicate agli uomini presso il centro Sivori, è prevista una sala pose e una parte più specifica sullo sviluppo. Discipline più tecniche, più vicine agli uomini.

Giuliana Traverso

Ma che cosa distingue la fotografia maschile da quella femminile?
Uomini e donne non sono differenti, sono come intercambiabili. Ma l’uomo ha una visione fotografica verso l’esterno mentre la donna verso l’interno di sé. Bene, io ho sempre insegnato alle donne a guardarsi attorno e ora vorrei fare la stessa cosa, viceversa, per gli uomini. Credo che ora siano pronti, per questo ho aperto i miei corsi anche a loro.

Flash

“La fotografia è la mia sola lingua. Io non faccio semplicemente delle foto.

Io mi esprimo attraverso le foto”.

Andrè Kertèz

…il sorriso…

Raffaele Masto – Fotografo

RAGAZZA CHE SORRIDE
Questa è una foto che si racconta perché è una storia, una relazione tra il soggetto e il fotografo.
Cosa stava pensando in quel momento la ragazza che sorride? E cosa stava pensando il fotografo? la foto ha catturato anche quei pensieri. Ti racconto come è andata…
L’ho vista in quel mercato, sulle sponde del fiume Niger. Ho puntato la macchina fotografica verso di lei che si è nascosta dietro una persona. Non voleva essere fotografata, però era lusingata del mio interesse. E infatti è riapparsa per vedere se insistevo. E si è nascosta di nuovo dietro un bidone. Io ho insistito e infine lei si è concessa, con quel bel sorriso… e quel gioco tenue di colori sulla spalla del vestito.
Solo in quel momento ho scattato. Così un gioco di sorrisi e di sguardi è diventato una fotografia.

Per cortese concessione di Raffaele Masto

Fammi una fotografia

 Fammi una fotografia seducente che sveli il balenio della mia tristezza. Una fotografia che fermi il sorriso all’ angolo della rivelazione. Fammi una fotografia dallo specchio, mentre mi lavo e una quando mi avviluppo in me stessa per diventare il mio scialle e ancora una quando bacio le mie mani per perdonarmi. Fammi una fotografia mentre strappo le altre.

Fotografie fuori fuoco – Amel Moussa

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