Tramedipensieri

Lo scritto non arrossisce.

Tag: Fiori

Radici d.albe

Alberta Dionisi photo

Alberta Dionisi photo

 

.viviamo
.stretti
tra albero e radici
cerchiamo fiori
e ali verdi
su cui posare stelle
in firmamento d’albe

viviamo
.vicini
tra terra e nuvole
sgretoliamo il mare
c’immergiamo
nella sua voce

viviamo
a due passi
dal cielo
tra vento e lampi
d’umore

d’amore .viviamo

.mM

 

 

Cibo di Sabbia

Pholisma sonorae , comunemente noto come Sandfood (Cibo di Sabbia), è una specie rara e insolita  fioritura dipiante che crescono nelle dune di sabbia e certamente uno dei fiori più bizzarri del Nord America. 

   Il suo fusto carnoso si estende fino a due metri-sei metri sotto la superficie ed emergono al di sopra come una piccola forma arrotondata o ovale.

Pholisma

Pholisma

 Se il vento è abbastanza forte da far volare la sabbia la pianta si rivela in tutto il suo sviluppo poiché è una pianta parassita che si attacca alle radici dei vari arbusti come grani saraceni selvaggi del deserto per ottenere sostanze nutritive.

L’impianto Pholisma sonorae manca di clorofilla ed è grigio, biancastro, o di colore marrone. Ha  – foglie scala- ghiandolari lungo la sua superficie.  Riceve acqua non dalle sue piante ospiti, ma attraverso gli stomi delle foglie.

Pholisma

Pholisma

I fiori assumono colori dal  rosa al viola con margini bianchi.

Questo è stato un importante alimento per alcuni popoli nativi americani che vivevano nel deserto, da qui il nome Cibo di Sabbia.

La pianta è rara e in declino come il suo habitat di sabbie e dune, a causa dell’uso smodato di  fuoristrada. 

http://waynesword.palomar.edu/pholisma.htm

Vita da scegliere

Giuseppe Nucci

Giuseppe Nucci

Noi due siamo stati
le piante più alte del prato
gli steli resistenti al vento,
il caldo non ci poteva bruciare
e per il freddo bastava la forza alle radici.

Non sapevamo che ci sono terre riarse,
calure insostenibili alle foglie.
Noi due pensavamo
alla vita da scegliere
ai fiori da far sbocciare, alla linfa calibrata
alle foglie, alle stagioni da attendere.

Che eravamo diventati sassi,
erba secca al fiume
non lo abbiamo neppure visto,
non ce ne siamo accorti,
il tempo è stato un distruttore perfetto.

C’ è stato un vento che ha soffiato più forte alle radici
e per resistere ci siamo divorati,
abbiamo rinunciato a tutto, persino al prato.
Oggi che siamo sassi coperti di muschio
cerchiamo ancora un’ansa del torrente dove attecchire.
Tra la schiuma riconosciamo tutti,
sassi e steli e insetti
di ogni stagione, di calura e inverni,
come tutti abbiamo smesso di essere speciali.

Alle volte però, ci copre ancora un fiore, una viola.
E per quella, ancora,
speriamo.

Anna Spissu da “Il generale e il suo guerrigliero”

.intrecci

joselito sabogal

joselito sabogal

 

Rocambolesca fuga
.statica

immaginare
il sogno

.vivere
della gioia
intrecciata

.scelta d’unione

Splendidi
giorni
.come fiori
giorni
.come cammei

mM

Sa rejna

Tra i fiori che si scuriscono
la rosa peonia
cattura la luna

Kato Gyodai

by Stefano Perra

by Stefano Perra

Il simbolo della Sardegna è un fiore rosa: la peonia selvatica,
chiamata “rosa del Gennargentu” perché con il suo colore a
primavera ricopre le pendici del monte.

La rosa senza spine.

Il richiamo

Schiele – Albero autunno

Ora osservo soprattutto i movimenti corporei dei monti, delle acque, degli alberi, dei fiori.

Tutto mi richiama alla memoria i movimenti analoghi del corpo umano, i moti analoghi di gioia e di sofferenza delle piante. La sola pittura non mi basta ; so che con i colori è possibile creare qualità intrinseche.
Si può presentire intimamente, nel profondo del cuore, un albero autunnale in piena estate ;

io vorrei dipingere questa malinconia

Tratto da lettere di Egon Schiele

Ciclamini

Tra i miei fiori preferiti.

Stupendo vederlo spuntare tra la neve…in un piacevole contrasto di colore che fa dell’inverno una “fresca primavera colorata”.

Gli antichi greci assegnavano a questo fiore virtù magiche a causa della sfericità del tubero e la predisposizione del gambo del fiore ad attorcigliarsi a forma di spirale se fecondato, associavano queste forme circolari al cerchio, figura magica rappresentante dell’eterno rinnovamento dell’universo.

Non a caso il nome ciclamino deriva dal greco “kyklos” che significa cerchio.

 

 

 

 

 

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