Tramedipensieri

Lo scritto non arrossisce.

Tag: Armonia

La via degli oleandri

Foto di Nadezda Fava

Foto di Nadezda Fava

Quel che mi piace è la strada che porta al mare.
Via degli oleandri, si chiama così.

Ed è un lungo abbraccio per lato.
Passerei mille volte giusto per la colorata accoglienza
la bellezza che si rinnova.
Ogni volta….

Cespugli alti tre metri a bordo strada.
Così dovrebbe essere il cammino; pieno di bellezza.
Da scacciare via pietre e cianfrusaglie.

Un incedere lieve.
Un’armonia che accompagni i passi dei pensieri.
Rallenti il passo. Aumenti i battiti.

…e la luce dei campi, tra il fogliame, vive fieno tagliato
A riposo
Che si nutre ancora d’aria e di sole.

E il profumo
Profumi misti di salsedine ed erbe grigio verdi.
I muschi sopravvissuti alla calura
Vivi
Grazie al ristoro notturno.

La terra ancora…
Ancora aiuta e vive
In alcuni angoli, curvi, di quest’Isola mia.

mM

***

Questo blog sta a riposo per un pò.

Vi auguro buone vacanze.

A presto! …e grazie sempre

L’oggetto.

metronomoCerto un oggetto può piacere anche per se stesso, per la diversità delle sensazioni gradevoli che ci suscita in una percezione armoniosa; ma ben più spesso il piacere che un oggetto ti procura non si trova nell’oggetto per se medesimo.

La fantasia lo abbellisce cingendolo e quasi irraggiandolo d’immagini care. Né noi lo percepiamo più qual esso è, ma così, quasi animato dalle immagini che suscita in noi o che le nostre abitudini vi associano.

Nell’oggetto, insomma, noi amiamo quel che vi mettiamo di noi, l’accordo, l’armonia che stabiliamo tra esso e noi, l’anima che esso acquista per noi soltanto e che è formata dai nostri ricordi.

Luigi Pirandello.

Launeddas.

Con il termine “launeddas” si definisce l’aerofono ad ancia semplice costituito da tre canne, strumento molto antico e tipico della Sardegna meridionale.
Le launeddas, rimaste per lo più inalterate nell’aspetto e nelle caratteristiche costruttive, possono essere inscritte nella famiglia di aerofoni policalami, tutt’ora presenti nel Mediterraneo, aventi come antenati comuni i clarinetti bicalami egizi e sumeri.

Launeddas

Launeddas

Il repertorio delle launeddas è legato principalmente ai momenti della festa, occasione in cui, in passato più che oggi, svolgevano una funzione fortemente socializzante. Ma è nelle feste profane, nell’accompagnamento delle danze e dei balli collettivi, che si manifesta la massima espressività di questo strumento.Oggi il mondo delle launeddas è assai vitale ed in evoluzione. Sono infatti numerosi i giovani che si avvicinano a questo strumento anche grazie alla diffusione di numerose scuole.
Se da una parte persiste ancora un utilizzo basato sul rispetto del repertorio e delle occasioni tradizionali; dall’altra non sono rari gli esempi di utilizzo delle launeddas in formazioni (isolane e non) aperte alle contaminazioni e in progetti di matrice jazzistica.

Launeddas

I segreti di costruzione e le melodie sono stati tramandati oralmente nei secoli.
Per ottenere uno strumento soddisfacente, bisogna utilizzare canne stagionate da almeno tre anni. Per l’accordatura si usa cera d’api.Si tratta infatti di uno strumento costruito con canne palustri che richiede una tecnica di fiato particolare, chiamata “Fiato continuo o circolare”. Secondo la lunghezza e dello spessore delle canne si ricavano le varie tonalità. Per costruire le ance si usano pezzi di canna sottili, che crescono solo in alcune zone della Sardegna.

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Esistono diverse famiglie di strumenti, in varie tonalità. Le launeddas sono lo strumento polifonico più antico del Mediterraneo. E’ stato rinvenuto un bronzetto nuragico risalente al 2800 a.C. e quindi hanno circa 5000 anni di storia.

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