Il bambino con i petali in tasca

L’altro giorno ho pubblicato un post dove chiedevo di aiutarmi a trovare un libro di cui ricordavo solo un piccolo episodio https://tramedipensieri.wordpress.com/2012/11/28/sos/.

Trovato!!

“Chamdi si passa le mani sulle costole. Prova a tirarle in dentro, è inutile. Ha solo dieci anni e, quando crescerà e avrà più carne attaccatta addosso, le costole gli si vedranno meno. Con quel pensiero si avvia giù per i gradini dell’orfanotrofio.

Nessuno saprà, tranne l’uomo che sta nella sala, che ha pensato di buttarsi. Non riesce nemmeno a guardarlo. Si vergogna dei pensieri che ha avuto, visto che quell’uomo ha sofferto più di chiunque altro. Gesù.

Quando si infuria nel vedere un altro bambino felice, un bambino che non ha un genitore solo, ma ben due, allora pensa a come è stato trattato male Gesù, venuto sulla terra così pieno d’amore e rispedito indietro su una croce, con il sangue e parole di rabbia.

Sebbene parlare con lui lo faccia stare meglio, quando deve chiedergli qualcosa si sente a disagio. Ogni mattina i suoi compagni si radunano in quella sala e, anzichè pregare, chiudono gli occhi e fanno delle richieste.

Secondo Chamdi quella non è vera preghiera.

Per lui pregare significa mandare un pensiero bello, tipo grazie o ti amo…quella si, che è preghiera. Ma quando uno chiede una cosa, allora la sala diventa un mercato.

Si guarda intorno. Non vuole che nessuno lo veda. Gesù non ha mai risposto: ma è normale che non si fidi più degli uomini visto come lo hanno trattato! Perciò accetta il suo silenzio.

D’ora in avanti, gli dice, saprà portarsi in giro la sua tristezza come se fosse un dito in più del suo piede. Vorrebbe riposare, perchè è stanco, ma allo stesso tempo non gli va che Gesù smetta di occuparsi di lui. Si sdraia quindi nel pavimento (….) e gli invia i suoi pensieri: Prometto di essere felice.

Sa di essere più fortunato dei ciechi, o dei bambini malati, o anche dei cani randagi.

Così si sente molto meglio”.

Anosh Irani – Il bambino con i petali in tasca

(Abbiamo religioni a sufficienza per farci odiare, ma non a sufficienza per farci amare l’un l’altro. (Swift)