La contadina Clelia

di tramedipensieri

Clelia Marchi aveva 74 anni quando arrivò a Pieve Santo Stefano da un paesino in provincia di Mantova, Poggio Rusco.

Clelia Marchi

Era il 1986, aveva preso il treno per Arezzo, poi la corriera, aveva le trecce attorcigliate ed era vestita a festa.
E il suo lenzuolo ce l’aveva sottobraccio, impacchettato. Era nata nel ’12 ed è morta nel 2006, dopo aver perso quattro figli su otto, dopo aver vissuto due guerre mondiali e la miseria.

Il 12 marzo 1972 perse suo marito, Anteo Benatti, in un incidente stradale e iniziò a scrivere un commosso e intimo diario su un lenzuolo matrimoniale del corredo, come atto d’amore verso il compagno di una vita.

Lenzula con parole ricamate
Clelia Marchi

 

“Non potevo più consumare le lenzuola con il marito, e allora ho pensato di adoperarle per scrivere” ripeteva. Nelle 185 righe del lenzuolo, in un italiano ricco di espressioni dialettali e di errori, Clelia raccontò la sua vita, la fatica, l’amore e il dolore.

Le righe del lenzuolo numerate una ad una per non perdere il filo leggendo.
Un’opera straordinaria divenuta simbolo dell’Archivio dei diari.
Al Lenzuolo è dedicata una stanza nel Piccolo museo del diario a Pieve Santo Stefano (Arezzo).

 

Clelia Marchi
Il tuo nome sulla neve

Clelia Marchi morì all’età di 93 anni, il 6 marzo 2006, nella casa di Poggio Rusco in cui aveva sempre vissuto.

da qui e poi qui: Le paroleelecose

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Un diario che. parla
avvolge il corpo
di parole
Così vivo il ricordo
.ora
per allora
.da sempre
fino alla fine

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