La poesia sentimentale di Walter Rossi poeta fiorentino.

di tramedipensieri

Il paradosso più grande nella vita di uno scrittore è quello della ricerca spasmodica di una strana forma di solitudine, una solitudine che ti aiuta a guardare al miracolo della poesia come ad un rapporto, ad una relazione amorosa: qualcuno ti chiama da una finestra dirimpettaia e tu devi rispondere, non puoi ignorare la voce di quella misteriosa presenza.

Walter Rossi

Atelier de Aristide Maillol. Marly-le-Roi 1936 por Brassaï

 

*

tutte le sere
ti aspetto
mangiando pistacchi,
bevendo birra ghiacciata

penso agli amici
partiti
al mio viaggio

guardo le stelle        lontane
e tu sei vicino?
sei nel mio cuore?

“Ansia” da Oltremare

*

Generato dal tempo
attraverso
la mancanza

E’ tuo il verso
ch’io domando
al cielo stellato

Il verso
che compie
il vivere

La luce
che riflette
il bene amato

E’ tuo
il mare
in tempesta

Tutto tuo
compreso l’universo
appena nato.

*”Genitivo Diacronico” da*

*

Si può morire in un giorno dell’anno
senza lasciare niente a nessuno.
Un testamento olografo giace
nel trumò di ciliegio
gracida la radio
nello stagno del tinello.
Tre quarti di crostata di prugne
mezza bordolese di vin santo.
L’ombrello e la pianta alogena,
due camicie di flanella.
Una tela verdognola
tre santini sulla mensola di pietra serena.
Il disordine è un destimo
che non risponde alle domande.

“Successione ereditaria” da Cassarmonica

*

I primi tempi
gli animali che abitano nel mio giardino
erano spaventati dalla mia presenza
anch’io avevo paura di loro
oggi siamo la stessa identica attesa
il cielo lo sa
e ci tratta allo stesso modo.

da “Erfahrung 140 caratteri in poesia”

*

Amare
è seguire qualcuno
nella suprema legge dell’amore
seguirlo
anche per una sola parola detta
per l’osservanza di una parola data
amare
è dare la vita
per l’opera di un altro.

da “Vita, giustizia degli occhi miei”

*

Ti seguo fino al Sacro Cuore
portandoti in grembo
in un marsupio di addii
ti allontani
ti perdo di vista
ti raggiungo
ti allontani di nuovo
ti perdo di vista
riprendo il treno per Montparnasse
non posso credere
che un pò del mio sangue
corra come un fiume in piena
dentro la tua anima gentile
che tu sia così bella
così forte
così lontana.

da “Lingua d’acqua comune”

***

Amare è il primo giorno del sempre

 

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