Tramedipensieri

Lo scritto non arrossisce.

Mese: luglio, 2013

Moonless Midnight

John Surman

Dicerie

Giuseppe Billoni

Giuseppe Billoni

Nei recessi della mia mente, c’è sempre
Una zona franca, che svanisce
In una bufera di neve.

Come le tracce di quella storia di cui parlammo,
Di quella ragazza della porta accanto, quella che
Avrebbe voluto essere rimboccata nel letto
Quella volta che andò fuori strada,
Un mucchietto di lana nell’erba, un bracciale d’argento

Sperso per giorni, in qualche centimetro
Di ghiaccio.

Niente di ciò che io sappia ormai più importa,
Di quel che non è mai successo:
Il vuoto nei recessi della mia mente e le storie narrate

Di auto dimenticate, di scali nella pioggia,
O di qualcuno che vedemmo su un ettaro d’ambrosia.

Dubito, Perso, mentre le luci s’affievoliscono
E le anime dei morti diventano man mano polvere
In un deposito di scorie.

John Burnside

Orange sunset

Buon domani…

Orpheus

david  sylvian

In piedi in questo terreno pietroso
Il vento soffia forte
fa sventolare i vestiti
covo tutte le stesse preoccupazioni
le tentazioni di partire…

.soffi di-vento

Schiarita pomeridiana - Acquerello 291012 part.

.favola nasce
dalla sorgente
dell’ aia

.ingresso di sogno
custodisce
pensieri disordinati
.appaiati

racconta.mi
soffi di vento
.bonacce
.mareggiate

di
vetro smunto
di
frammenti d’orzo
di
luce d’avena

al .tramonto

mM

Whistman’s wood

John Surman

Ci siamo guardati intorno

Interno del carcere in un giorno di festa.

Interno del carcere in un giorno di festa.

Ci siamo guardati intorno.
A contare gli attimi, a soppesare gli umori. Abbiamo lasciato le celle aperte per fare uscire le voci e gettarle nel mondo. S. Sebastiano, adesso, è una carcassa che non pulsa, ma può raccontare la moltitudine di cuori che al suo interno hanno seminato battiti per anni e hanno raccolto cassetti di vita che sono figli di questa città.

Ci siamo guardati intorno.
Quel rumore sordo delle chiavi e dei pensieri mai raccontati, quei visi che sono rughe dell’esistenza, quei detenuti, quegli agenti, quegli educatori, assistenti sociali, medici, infermieri, quei direttori, comandanti che si sono succeduti per oltre un secolo girano tutti, indistintamente e per la prima volta la chiave nello stesso modo: aprono quel vecchio carcere. Lo aprono definitivamente per svuotarlo di quei silenzi, di quella rabbia, di quelle ingiustizie, di quelle giustizie, di quegli odori, sapori, di quelle cose intense e dure.
Lo aprono perché tutti che hanno vissuto a S. Sebastiano hanno, in ogni caso, mantenuto la propria dignità.

Gianpaolo Cassitta

*Il carcere di S. Sebastiano sarà definitivamente chiuso e il nuovo carcere sarà aperto nell’agro della città è la chiusura di un’epoca durata oltre un secolo.

La pianta del tè

ivano fossati

Senza casa

Piero Fornasetti

Piero Fornasetti

I piedi sempre leggeri
le ali pronte per partire
e il sogno più in là

di te stessa.

Noberto Silva Itza

FORSE AMORE

Nessun recinto ho dentro nel cuore…forse amore

massimobotturi

Per anni ho avuto niente davanti,
solo l’erba,
e l’aria che arrivava dal lago
come il grano, i tori di Vicente al mercato.
Anni di canti:
mio padre alle osterie guadagnava da mangiare
io mi ostinavo ai seni di Venere, giù a casa.
Per anni poi ho lavato i miei gomiti e i miei piedi
prima di navigare un lenzuolo di flanella;
nel lino appena colto d’Egitto
dentro un fiume
dove i ragazzi faccia pulita fanno il morto
aprendo bene gli occhi tra il sole e i suoi vitigni.

Per anni ho maneggiato con cura questo corpo
portandolo talvolta nel limbo dei felici
e gli ho insegnato a farsi contratto
rispettoso, entrando in una stanza di chi poi andava via.
Per anni tribolati e contorti in bocca il sale
la sabbia solleva dal vento
l’acqua azzurra, che tutto cheta e mai non bestemmia.
E poi ho sorriso
ho preso moglie…

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