“Il giorno del giudizio” (Salvatore Satta)

di tramedipensieri

…le strade acciottolate come fili; lisce e scure…come la lana messa ad asciugare. La mia Nuoro, il Redentore e la Chiesetta della solitudine.

Tra sottosuolo e sole

satta

“Forse non erano Don Sebastiano, Donna Vincenza, Gonaria, Pedduzza, Giggia, Baliodda, Dirripezza, tutti gli altri che mi hanno scongiurato di liberarli dalla loro vita; sono io che li ho evocati per liberarmi dalla mia senza misurare il rischio al quale mi esponevo, di rendermi eterno. Oggi, poi, di là dai vetri di questa stanza remota dove mi sono rifugiato, nevica: una neve leggera che si posa sulle vie e sugli alberi come il tempo sopra di noi. Fra breve tutto sarà uguale. Nel cimitero di Nuoro non si distinguerà il vecchio dal nuovo: ‘essi’ avranno un’effimera pace sotto il manto bianco. Sono stato una volta piccolo anch’io, e il ricordo mi assale di quando seguivo il turbinare dei fiocchi col naso schiacciato contro la finestra. C’erano tutti, allora, nella stanza ravvivata dal caminetto, ed eravamo tutti felici poiché non ci conoscevamo. Per conoscersi bisogna svolgere la propria vita fino in…

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