Ci siamo guardati intorno

di tramedipensieri

Interno del carcere in un giorno di festa.

Interno del carcere in un giorno di festa.

Ci siamo guardati intorno.
A contare gli attimi, a soppesare gli umori. Abbiamo lasciato le celle aperte per fare uscire le voci e gettarle nel mondo. S. Sebastiano, adesso, è una carcassa che non pulsa, ma può raccontare la moltitudine di cuori che al suo interno hanno seminato battiti per anni e hanno raccolto cassetti di vita che sono figli di questa città.

Ci siamo guardati intorno.
Quel rumore sordo delle chiavi e dei pensieri mai raccontati, quei visi che sono rughe dell’esistenza, quei detenuti, quegli agenti, quegli educatori, assistenti sociali, medici, infermieri, quei direttori, comandanti che si sono succeduti per oltre un secolo girano tutti, indistintamente e per la prima volta la chiave nello stesso modo: aprono quel vecchio carcere. Lo aprono definitivamente per svuotarlo di quei silenzi, di quella rabbia, di quelle ingiustizie, di quelle giustizie, di quegli odori, sapori, di quelle cose intense e dure.
Lo aprono perché tutti che hanno vissuto a S. Sebastiano hanno, in ogni caso, mantenuto la propria dignità.

Gianpaolo Cassitta

*Il carcere di S. Sebastiano sarà definitivamente chiuso e il nuovo carcere sarà aperto nell’agro della città è la chiusura di un’epoca durata oltre un secolo.

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