Sandro Usai

di tramedipensieri

Nella Liguria sommersa dal fango emerge un eroe: Sandro Usai.

E’ il volontario che ha salvato due donne durante il nubifragio finendo poi per morire sotto la fanghiglia.

usai

Attorno alla scuola si lavora freneticamente per vincere la scommessa di riaprire mercoledì.

E a Brugnato, tre chilometri dopo il ponte, nessuno toglierà ai bambini la festa di Halloween, non c’è alluvione che tenga: trovata la sala in un centro commerciale, genitori e volontari hanno già organizzato tutto.

Ma è solo una virgola in un discorso di dolore.

Il sole era ancora basso quando da un battello hanno notato affiorare in mare, tra Levanto e Monterosso, qualcosa che assomigliava a un giubbotto giallo. Sopra c’era una scritta: «Volontari». Dentro, il corpo di uomo che a Borghetto conoscevano tutti, ma che ora sarà ricordato non solo come una delle 9 vittime (4 ancora i dispersi) tra Liguria e Toscana, ma come una persona coraggiosa: un eroe, se il termine di questi tempi non fosse un po’ troppo inflazionato. Sandro Usai, 40 anni, è stato divorato dalla bomba di fango dopo aver messo in salvo due persone.

Veniva dalla Sardegna, dal comune di Arbus  nel ’99 ha fatto capolino a Milano, ad Alassio, trovando poi lavoro e amore a Monterosso. «Aveva nel sangue l’altruismo» dice a bassa voce il sindaco, mentre la moglie Elena,  lo aveva supplicato quel pomeriggio maledetto  di non uscire. Ma Usai, volontario della Protezione civile e specialista in «porceddu» che cucinava per i compaesani, era già fuori, in quel delirio di fango e acqua: «È stato il primo a portarci con la jeep pale e attrezzi…».

Poi è arrivata l’onda, gli altri hanno cercato riparo in un vicolo. Lui no. Ha visto due ombre, due donne che stavano per essere inghiottite dalle acque. È tornato indietro, le ha afferrate e le ha messo al riparo tra le macerie di un bar. «Era a pochi metri da me — non si dà pace il sindaco—e improvvisamente è sparito…».

Qualcuno dice di averlo visto aggrappato a un cartello stradale.