Tramedipensieri

Lo scritto non arrossisce.

Mese: aprile, 2013

Liezen

Eberhard  Weber

Apritevi idioti!

Sveglia!

Apritevi idioti!

Spalancate gli occhi!
Perché il tempo più tremendo
è quello dei folli.

Sorridete, saltate,
gioite, ballate
tra furgoni di metallo

e discoteche di sballo

Il cielo scoppia in mille cristalli celesti
che scritti in parole tagliano senza dolore.
Tu chi sei? Io non ti conosco,

abbasso lo sguardo e mi faccio losco.
Tu chi sei? Mi guardo allo specchio
ma ciò che vedo è orbo di un occhio,

un occhio lacerato
doloroso e cambiato;

un occhio vigile e attento
pigro, e nutrito da spavento.

Chi sono? Chi siete? Parole cambiate.
Si ha fame? Si ha sete? Parole ammazzate.

E bambini con cervelli ghiacciati
davanti a un vetro elettrico
prendono il colore della corrente,

che è niente.

Apritevi idioti!

Non diventate orchi.
Perché il tempo tremendo
è divorato da chi chiude gli occhi.

Graziano Polese

Seli

Bobo Stenson trio

Graffiti

graffiti

Immagina una città in cui i graffiti non fossero illegali, una città in cui tutti potessero disegnare dove vogliono.

Dove ogni strada fosse inondata di miriadi di colori e brevi espressioni. Dove aspettare in piedi l’autobus alla fermata non fosse mai noioso .

Una città che desse l’impressione di una festa aperta a tutti, non solo agli agenti immobiliari e ai magnati del business.

Immagina una città così e scostati dal muro – la vernice è fresca.

Altatensione

Soul Cry

Andrew Bayer

Sussurro

Herbert Matter

Herbert Matter

Tu mi hai svelato cose
che in me tenevo segrete,
sei stato per le corde dell’anima
il sussurro notturno del vento.

Hugo Von Hofmannsthal

Artikulation

 Ligeti

Vista mare

Ennio Graziani

Ennio Graziani

.malinconia
vorrei una casa
vista mare al tramonto

.stupore
vedere il riflesso
di chicchi di riso all’alba

.solitudine
guardare
la rosa del deserto
aprirsi allo zenit

.incanto
di acqua e cielo
tuffarsi nel bordo di un lago
ghiacciato

mM

The Fine Line

John McLughlin

&

the 4th Dimension

 

a Maria Lai

…useremo ancora i fili per giocare e tornare bambine…li vedremo calare dall’alto e ancora ricorderemo…

Gli occhi di Blimunda

Maria Lai

Un addio mi pare fuori luogo. Soprattutto se a scomparire da questa terra è una donna della statura di Maria Lai. Gli addii servono a chi rinuncia ad ascoltare l’energia pulsante che le e i viventi lasciano dietro si sé. In ogni angolo, in ogni pietra, ad ogni loro passaggio. L’addio è il modo in cui si riesce a vedere la sola materialità di un corpo che, piagato dagli anni e dai dolori, lascia questo mondo in cui apparentemente siamo ancora tutt*. Quando ad andarsene dall’altra parte della strada è una donna come Maria Lai io rifiuto ancora di più di accomiatarmi con un addio. Ha intessuto per anni la trama di una Sardegna incandescente di poesia. Ha progettato un mondo, una geometria da soggettività desiderante che difficilmente ho incontrato in altre mani d’artista. Perché la sua grazia era il suo sapersi bambina. Una creatura esile e dotata di…

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