Tramedipensieri

Lo scritto non arrossisce.

Mese: marzo, 2013

Improvisation

J a c o

P a s to r i u s

Risolvere!

Limbo

 

Sarà che piove ma oggi….leggendo questo ho sentito in modo ancora più forte la crisi in tutta la sua terribile crudeltà.

” Non capite la portata della crisi: serrande abbassate, capannoni vuoti, famiglie sgomente.
Non basta distribuire colpe e tratteggiare vendette, il punto è: risolvere.
Questa cappa intransigente e manichea, unita alla sensazione di buio che caliamo sui giovani è un crimine generazionale.”

Ecco.

L’oggetto.

metronomoCerto un oggetto può piacere anche per se stesso, per la diversità delle sensazioni gradevoli che ci suscita in una percezione armoniosa; ma ben più spesso il piacere che un oggetto ti procura non si trova nell’oggetto per se medesimo.

La fantasia lo abbellisce cingendolo e quasi irraggiandolo d’immagini care. Né noi lo percepiamo più qual esso è, ma così, quasi animato dalle immagini che suscita in noi o che le nostre abitudini vi associano.

Nell’oggetto, insomma, noi amiamo quel che vi mettiamo di noi, l’accordo, l’armonia che stabiliamo tra esso e noi, l’anima che esso acquista per noi soltanto e che è formata dai nostri ricordi.

Luigi Pirandello.

Bliss

M u s e

La nostra sfida

GF

Ci sono così tante cose che possiamo fare.
Prima di tutto iniziamo con il cercare di
rendere felice chi ci sta vicino.
Questa è la nostra sfida.

Gatsal

Waltz for marta

Russel Ferrante, Alex Acuna, Dave Samuels, Pal Vasvari, Gyula Csepregi.

m.are

Balai

.il mare
in primavera
apre i pori

.profumo di mirto

mM

Ti ricordo ancora

Fabio Concato

Era strana…

Lei

Lei era un po’ strana.
Lei trovava un bacio romantico dopo aver detto “ non sei la mia vita, non lo sarai mai, promettimi che non faremo mai tutto insieme . “
Era una di quelle donne che gli uomini trovavano attraenti da lontano, era una conquista e una lotta con lei, di questo non vi erano dubbi. Ma poi una volta vicini, le sue unghie facevano male.
Ci si accorgeva che non recitava. Che aveva qualcosa di malandato. Che lei davvero avrebbe fatto di tutto per non dipendere, per non mettere al primo posto una persona. Che a costo di vederlo per noia, si sarebbe inventata qualunque cosa ma per conto proprio.
Era orgogliosa, e probabilmente sarebbe morta sola con quell’orgoglio a cui teneva tanto che l’aveva spesso intralciata, ma anche fatto dire ” menomale che non l’ho fatto “.
Non le erano mai mancati gli uomini intorno, ma erano tutti patetici, credevano che sarebbe cambiata, credevano che avrebbe messo tutto quello da parte e che avrebbe incominciato ad amare come le altre.
Ma lei aveva qualcosa in più o in meno. Lei aveva perso l’amore della sua vita, ed era andata avanti lo stesso, aveva superato bugie e menzogne , non perdonandole, ma condannandole.
Era come un guerriero in battaglia che ricordava ogni cicatrice.
I sentimenti non potevano più ingannarla. Le belle favole erano solo favole. E avrebbe volentieri dato uno schiaffo a tutte quelle donne che non sapendosi rialzare con un ” non mi voleva ” si dicevano ” non era quello giusto ” , avrebbe continuato a guardare male chi per non dire ” l’ho perso ” denigrava un amore finito male, trovava irritante quelle del ” dobbiamo crederci ancora ” quando forse il ragionamento giusto sarebbe stato ” devo crederci nel modo giusto ” .

Era una donna più da spine che da rose.

– Deborah Simeone

Concert for George

Anoushaka Shankar

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