Vergogna

di tramedipensieri

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Ma è davvero un sentimento o un valore negativo la vergogna?
Nel passato la vergogna è sempre stata un sentimento associato alla rettitudine e vergognarsi ha sempre avuto una connotazione positiva.
È naturale che questa conclusione contrasti con la percezione che tutti hanno di questo sentimento, la cui gravezza risulta insopportabile e genera rifiuto.
La vergogna è, in altri termini, la sanzione morale per la violazione di una norma sociale che – si suppone – presidia il buon funzionamento di una società. L’incapacità di provare vergogna, al contrario, determina l’impossibilità di rilevare la “patologia” sociale e quindi di reprimere comportamenti dannosi per quella società.
La vergogna è certamente anche un sentimento fortemente individuale, perché fa sì che noi vediamo noi stessi come se fossero gli altri a vederci. È il sentimento dell’auto-consapevolezza, in quanto prima di poter riconoscere la sanzione da parte degli altri, implica un giudizio su se stessi. Se si interiorizza una norma sociale, la sua infrazione viene percepita come violazione di un codice interiore, prima che di quello sociale. La vergogna richiede, quindi, un avvicinamento a se stessi, un’ “inaudita, spaventosa prossimità dell’uomo con se stesso” (Belpoliti).

“….vergogna da distribuire a chi non ne ha, perché vergognarsi per gli altri si rende necessario come un intervento umanitario per riportare giustizia e benessere nella società.
C. Desogus

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