L’ozio

di tramedipensieri

Qui in Kirghisia, in ogni settore pubblico e privato, non si lavora più di tre ore al giorno, a pieno stipendio, con la riserva di un’eventuale ora di straordinario.

Le rimanenti 20 e 21 ore della giornata vengono dedicate al sonno, al cibo, alla creatività, all’amore, alla vita, a se stessi, ai propri figli e ai propri simili.
Silvano Agosti.

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Ma io sono moderno quanto lei, Sam. Solo che ciò che conta, per il futuro, non è il lavoro ma l’ozio.

Tutto il mondo è d’accordo nel dire che il lavoro non è che un mezzo. Si parla di una civiltà dell’ozio, vi è gente che lavora per 40 anni, per riposarsi dopo, ma quando finalmente raggiunge il riposo, non sa più che farsene, e muore.

Sinceramente credo di servire meglio la causa dell’umanità oziando che lavorando. Bisogna avere il coraggio di non lavorare.

La collezionista

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