Tramedipensieri

Lo scritto non arrossisce.

Educazione

Pat Patfoort è un’antropologa e biologa belga.

È nota in molte parti del mondo come formatrice alla Nonviolenza.

Ha lavorato, a livello nazionale e internazionale, come trainer e mediatrice sulle tematiche della trasformazione e della gestione nonviolenta dei conflitti, ideando un originale approccio teorico (denominato “Mme-model”), che ha applicato nell’educazione dei suoi due figli e verificato in questi trent’anni di formazione.

Importante è stata la sua attività di facilitazione nell’intervento di dialogo e riconciliazione tra gruppi etnici in conflitto.

Nel suo libro “Io voglio, tu non vuoi” parla delle sua esperienza in campo su diversi conflitti e tenta di di illustrare concretamente, con esempio e situazioni quotidiane, i modelli e i processi della nonviolenza.

“Mi trovo spesso ad affrontare anche pregiudizi e abitudini che hanno conseguenze dannose  e deplorevoli per i nostri figli  e, di conseguenza, per la società. E questi sono saldamenti ancorati nella nostra mentalità.

Per esempio nella pratica dell’educazione si dà molta più importanza allo studio, al fatto di essere “puntuali”, e alle abitudini alimentari piuttosto che all’occuparsi delle emozioni e dei valori. Non intendo dire che questi non siano importanti….ma che bisognerebbe che siano più equilibrati tra loro.

Ciò significa dare molta più importanza all’educazione, e quindi più spazio e più tempo, alla comunicazione, allo stare insieme, alla condivisione, e prima di tutto all’ascolto reciproco.

Il chiacchierare con i propri figli, il più delle volte, è lasciato per ultimo dopo le cose che si “devono fare”.  Mentre invece lo stare insieme a loro dovrebbe essere al primo posto.

La società dei tempi frenetici non apprezza molto il tempo trascorso a “chiacchierare”, in particolare dei e con i bambini piccoli. Di conseguenza le persone che si occupano di educazione spesso non sono sufficientemente coscienti di quanto il loro ruolo sia importante sia a livello individuale che collettivo”.

 

Nelle terre di Caino e Abramo


L'America è la parte e il tutto, la figura e lo sfondo.
Dobbiamo abituarci a considerare molti intrecci,
la religione e l'economia l'ordine e il caos,
il conformismo e la trasgressione, la tranquillità e la follia.
Il secolo iniziato va letto in questa chiave
di guerra nella pace e pace nella guerra,
indifferenza e compassione, tutto sta
mischiato perso e ritrovato, dobbiamo capirlo
fino in fondo che siamo e non siamo
nichilisti, reazionari,liberisti. Non possiamo scegliere
la vendetta né il perdono,
non dobbiamo tagliare l'albero per spezzare il ramo
nelle terre che furono di Caino e Abramo.

F. Arminio

This is your land

Ho tempo 
Il tempo è dalla mia parte 

Tu non sai quello che hai finché il tutto è andato 
I giorni sono scuri e la strada è lunga 

Dimmi cosa è giusto e ciò che è sbagliato

 

Simple Minds

Brancaleone

Brancaleone Cugusi da Romana

Eccentrico autodidatta fece dell’arte la sua ragione di vita. Tra metodo e ossessione. Perché la pittura per lui era prima di tutto “mestiere delicatissimo”, assai complesso, da dominare.

Sono dovuti trascorrere sessantadue anni dalla sua morte prima che arrivassero i dovuti riconoscimenti ad uno dei più grandi artisti che la Sardegna abbia avuto.

Il Pensiero di Vittorio Sgarbi.

Brancaleone fa la fotografia e la trasporta nella pittura, uccide la fotografia e fa rinascere la vita nell’arte, questa è la sua opera. Le persone dei suoi dipinti vivono in uno spazio attraversato da luci e ombre. La forza di Brancaleone è santificare il quotidiano, rendere sacra la vita di tutti i giorni, rendere eroi i personaggi della strada, essere capace di far sentire la grandezza dell’umiltà, di far sentire i personaggi, i ragazzi come dei personaggi storici.”

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